Storie dalla Lessinia: la favola della fada Aissa Maissa

La si ricorda perché rivelò ad un pastorello il segreto della lavorazione del latte per la produzione del formaggio

Sono tanti i personaggi fantastici che popolano il territorio scaligero. Tra questi ci sono le fade, da non confondersi con le fate. Nessun vestito turchino e nessuna bacchetta magica, le fade della Lessinia non sono esseri umani, anche se talvolta prendono forma umana. Vivono in grotte, in armonia con la natura e non sono né buone né cattive.

Tra le varie favole sulle fade una delle più note è quella della fada Aissa Maissa, la quale si era innamorata di un pastorello tanto da rivelargli il segreto della produzione del formaggio. È stato in questo modo magico che gli uomini della Lessinia hanno imparato a produrre i loro formaggi, attraverso l'uso del caglio e del fuoco. La favola di questa fada purtroppo però finisce male. Aissa Maissa viene ripudiata dal mondo delle fade e anche il pastorello a cui ha rivelato il segreto non si rivelò un ragazzo degno del suo amore. Per questo nelle sue rappresentazioni, Aissa Maissa è vista sempre con un sorriso dolce ma allo stesso tempo malinconico.

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