Parole e modi di dire dei pescatori del Garda: l'oca

È un animale che ricorre spesso nei modi dire, alcuni dei quali sono simili all'italiano, mentre altri sono più peculiari

È un modo di parlare ricco di sfaccettature quello tradizionale dei pescatori del lago di Garda, tanto da necessitare di un dizionario che ne conservi in parte la memoria. È molto simile all'italiano e anche alcuni modi di dire riprendono quelli che comunemente vengono usati in italiano. Ma ci sono anche dei significati tipici che rendono particolare questo gergo.

Un esempio è la parola oca, che resta invariato sia in italiano che nel dialetto dei pescatori gardesani. L'italiano però non prevede il maschile, con oca si intende sia l'animale maschio che la femmina, mentre nel gergo dei pescatori l'oca è solo la femmina mentre il maschio è l'och. Come in italiano, anche nel dialetto si può dire che una ragazza è oca, quando non è particolarmente brillante; allo stesso modo ci si può riferire ad un ragazzo che non dimostra una grande brillantezza intellettuale e definirlo un och. Però l'oca per i pescatori è anche la bestemmia, significato che invece non compare nell'italiano.

Tra i modi di dire in italiano c'è "avere la pelle d'oca" quando si rabbrividisce e anche in dialetto si dice allo stesso modo "averghe la pel d'oca". Altra locuzione simile è "tirare il collo come alle oche", per minacciare qualcuna in maniera ironica, che nel gergo rimane "te tiro 'l col come i ochi". Ma ci sono anche dei modi di dire peculiari come "slogar el col come i ochi", che si dice di persone particolarmente curiose, oppure "embugarse come 'n och", per descrivere qualcuno che mangia con estrema voracità, e ancora "far el bech a l'oca" per definire un lavoro terminato.

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