Domenica, 24 Ottobre 2021
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Fatti di cronaca entrati nella tradizione popolare: il delitto di Vigo di Legnago

Una cruenta rapina avvenuta il 4 aprile 1951. Un contadino torna a casa e trova la moglie e le sue figlie uccise. Due assassini trovati e condannati. E una canzone che ricorda questi fatti tragici

La sera del 4 aprile 1951, l'agricoltore Angelo Barotto torna a casa dopo aver passato qualche ora in un caffè. La porta di casa è stranamente aperta e all'interno della sala trova sua figlia Teresa, 27 anni, per terra in una pozza di sangue. È viva, ma purtroppo non riusciranno a salvarla i medici che la soccorrono poco dopo all'ospedale di Legnago. Per la moglie del signor Barotto e per l'altra figlia invece non c'è nulla da fare. Vengono trovate senza vita nel porticato dell'abitazione. Un delitto terribile commesso da due dipendenti di Angelo Barotto, che armati di martello hanno assaltato la casa del padrone per portargli via i soldi. I loro nomi sono Benito Bagolin e Giovanni Faccio. I due saranno pochi giorni dopo rintracciati e in seguito condannati per quello che è passato alle cronache come il delitto di Vigo di Legnago, perché consumato nella casa di Angelo Barotto, in via Mezzavilla, una via che a Vigo non esiste più.

Il fatto di cronaca non è stato però solamente raccontato dai giornali dell'epoca. I fatti impressionarono talmente tanto la popolazione che nacque anche una canzone, fatta di rime e quartine, in cui si racconta la storia del delitto di Vigo di Legnago in modo quasi cronachistico, aggiungendo però dei dettagli che non si sa fino a che punto siano veri. In questo modo realtà e leggenda si fondono, generando una storia che è quasi una fiaba all'incontrario. Le fiabe infatti generalmente cominciano male e finiscono bene. Questa storia invece comincia bene con la famiglia Barotto allegra per aver venduto buoi e grano e quindi per aver incassato un bel gruzzolo. Denaro che fa gola ai due cattivi, Bagolin e Faccio, la cui malvagità diventa quasi il simbolo del male. Nel finale si parla del funerale delle vittime e l'unica nota positiva, se così si può dire, è il pentimento dei due rapinatori. Pentimento di cui, però, non si ha notizia nei giornali e che quindi non si sa se è vero.

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