Caro sindaco, qualcosa non va

Il sindaco Tosi si trasforma in autentico patriota in controtendenza ai colleghi del Carroccio

Caro sindaco, qualcosa non va
Caro sindaco, ci perdoni, ma stavolta ci ha un po’ sorpreso. Di fronte ai suoi colleghi leghisti che si “dimenticano” di suonare l’inno di Mameli sostituendolo con il Và pensiero, di fronte ai suoi colleghi leghisti che dichiarano apertamente di non tifare per l’Italia ai mondiali sudafricani e addirittura esultano al gol del Paraguay, bè lei si è comportato da autentico patriota d’altri tempi.

E siccome tra la schiera dei colleghi di cui sopra compaiono personaggi del calibro di Renzo Bossi (sì, più per il cognome che porta che per il personaggio in sé, lo sappiamo) e di Luca Zaia, il suo rimarcare l’orgoglio tricolore acquista ancora più valore. Insomma, complimenti. Però vede, sindaco, nel fatto che noi ora stiamo qui a sorprenderci, a farle i complimenti e a parlare di questo c’è qualcosa che non va. Perché siamo convinti, cosa vuole, che autorevoli esponenti di un partito di governo, e persone che occupano importanti cariche istituzionali, dovrebbero pensarla come lei, in fatto di inni, di bandiere e di nazionali. Altrimenti, ripetiamo, c’è qualcosa che non va. L’ha detto ai suoi colleghi?

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