Tradizioni di una volta della provincia di Verona: la careta di coscriti

Era un carro adornato in cui salivano tutti i ragazzi abili alla leva. Faceva il giro delle osterie in cui i giovani si ubriacavano prima di partire per la naja

Militari in Piazza Bra nei giorni nostri

Ora non è più obbligatoria, anche se alcuni vorrebbero che lo ritornasse. È la leva militare, la naja, quell'anno che tutti i ragazzi dovevano fare all'interno delle forze armate italiane. I ragazzi nati prima della metà degli anni '80 l'hanno dovuta fare, a meno che non fossero obiettori di coscienza e quindi invece della leva erano chiamati a svolgere il servizio civile. Perché la leva era obbligatoria per tutti i maggiorenni, poi è diventata volontaria, lasciando quindi libertà ai giovani se provare ad entrare nelle forze armate, oppure no.

Non sono passati tanti anni, dunque, dal fine dell'obbligo di leva. Obbligo che doveva essere assolto da tutti i maggiorenni "abili alla leva". Infatti, ad esempio chi aveva alcuni difetti fisici o aveva dei problemi mentali era dispensato dall'obbligo. Gli abili, nel veronese, venivano chiamati "coscriti" perché la leva era una coscrizione, un obbligo. E sempre nel veronese non era raro incontrare la "careta di coscriti", un carro adornato in cui salivano tutti i maggiorenni abili alla leva. Era un carro che faceva il giro delle osterie in cui i coscriti si ubriacavano prima di partire per la naja.

In Evidenza

I più letti della settimana

Torna su
VeronaSera è in caricamento