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Storiche leggende della Lessinia: la caldera piena de monede d'oro

La possedeva un uomo ricco. Per paura che gli venisse confiscata, durante la Grande Guerra salì fino a Campolevà per sotterrarla. L'uomo fu ucciso da dei briganti e nessuno è più riuscito a ritrovare quel tesoro sepolto

Di solito le storie leggendarie sono ambientate in un generico passato. Questa, invece, pare sia un po' più identificabile storicamente. Pare infatti sia accaduta prima della Grande Guerra, in Lessinia.

Non si sa bene dove, ma nei Monti Lessini viveva un uomo che in casa non aveva né moglie né figli, soltanto un giovane famiglio. Si diceva che quest'uomo fosse molto ricco e che la sua maggior fortuna era un gran gruzzolo di monete d'oro conservate in un calderone. Nei giorni antecedenti la Prima Guerra Mondiale, quest'uomo temeva che una volta scoppiato il conflitto i soldati potessero confiscargli tutto, anche le monete d'oro. Così, insieme al famiglio, carico il calderone con le monete su un asino e si incamminò tra in Lessinia cercando il miglior nascondiglio possibile per la sua fortuna.

Raggiunta una malga in zona Campolevà di Sopra (che oggi fa parte del comune di Bosco Chiesanuova), l'uomo, il famiglio e l'asino si fermarono per riposare. Proprio in quell'area, pare che l'uomo ricco sia riuscito a trovare il nascondiglio. Così, coperta la pentola d'oro, tornò a casa. Nel tragitto, però, un dubbio lo corrose. Solo lui e il famiglio conoscevano dove si trovava l'oro e non sapeva fino a che punto potesse fidarsi del ragazzo. Alla prima occasione, con il pugnale in mano, conficcò la lama sulla schiena del giovane che morì. Non fidandosi, nemmeno della sua memoria, l'uomo disegno anche una mappa in cui è segnato il luogo dove è nascosto il tesoro.

Di quella fortuna, l'uomo non potè godere. Passato qualche anno, i briganti lo rapirono per farsi consegnare il pentolone colmo di monete d'oro. Nonostante la tortura, l'uomo non si piegò. I briganti alla fine lo uccisero senza ottenere neanche la mappa. Alcuni dicono che la mappa si trovi dalle parti di Badia Calavena, altri invece si fidarono di strane dicerie e furono visti scavare dalle parti di Campolevà senza però trovare un bel niente.

Per quanto se ne possa sapere, la famosa "caldera piena de monede d'oro" è ancora sottoterra, da qualche parte in Lessinia.

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