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Belle arti in frantumi. L'sos delle ville venete

Allarme sullo stato di salute architettonico della regione. Anche Verona trema

Possibile che il nostro patrimonio culturale sia continuamente prostrato da una non oculata politica di salvaguardia? L’Istituto Regionale delle Ville Venete ha da poco emesso i dati recenti sullo stato di salute dei nostri vanti architettonici. E ha lanciato l’allarme: sembra che 248 edifici siano in pessime condizioni. Verona è la seconda provincia in Veneto per numero di ville (con 676), ma si suppone sia ai primi posti per importanza dei monumenti. Sembra che il motivo per tanta trascuratezza sia da rilevare nella mancata sottoposizione a vincolo paesaggistico e culturale.

Per quale motivo le nostre ville e i nostri monumenti cadono “a pezzi”? Forse la risposta è semplice, genuina, qua e dietro l’angolo: non ci interessa salvare la memoria, e di conseguenza la nostra storia. Muffa, intonaci malposti, tamponature di fortuna agli affreschi, interventi minimi per l’umidità, sono tutte cause che compromettono le strutture architettoniche che fanno (o dovrebbero) far più bello il nostro Paese. Invece non si muove nulla. Attendiamo che il tetto crolli per correre alle proteste urlate e poi sottostiamo alle lentezze della soprintendenza dei beni culturali o della magistratura. Perché oltre alla legittima e importante battaglia su ricerca e innovazione il tema non si sposta mai alla tutela del bene e del pre-esistente? Urgono risposte…
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