Alla festa del Pdl il vero nemico pubblico la Lega

Riunito in Gran Guardia, il partito del premier lancia la sfida. Ma si dimentica dei nemici-alleati

Alla festa del Pdl il vero nemico pubblico la Lega
“Vogliamo dire la nostra, da gennaio ci sentirete. Su aeroporto, Fiera e aziende partecipate ci siamo anche noi, la Lega deve starci a sentire”. Lo hanno gridato in coro, tra una strofa e l’altra di Meno male che Silvio c’è, i duri e puri del Pdl riuniti in Gran Guardia l’altra sera. Tutti insieme appassionatamente ad ascoltare la voce del premier, chiamato al telefono dal fedelissimo, nonchè gran visir della serata, Aldo Brancher.

Tutti insieme a ripetersi che “bisogna andare avanti uniti”, che “i litigi degli ultimi giorni distraggono dalle cose positive fatte”. E pronti a scendere in piazza con gazebo e banchetti per parlare con i cittadini. Dopo il raduno vicentino di domani, of course, quello “obbligatorio pena la scomunica”.

Bene. L’impressione però che è il Pdl veronese dimentichi un dettaglio, e nemmeno troppo insignificante: qui, dalle parti dell’Arena, non è certo dai nemici futuristi che si deve guardare. E nemmeno dal Pd, figurarsi. Qui il nemico pubblico numero uno del Pdl si chiama Lega. Ed è con questo che dovranno fare i conti, da adesso alle prossime amministrative.

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