Agli albori della corsa: quando a Verona arrivò l'uomo-locomotiva

È Achille Bargossi. Giunse in città nell'aprile del 1879 dopo una corsa partita da Brescia e infastidita dalla pioggia che sembrava seguire quello che oggi chiameremo un ultramaratoneta

Era l'aprile del 1879 quando il piccolo forlivese Achille Bargossi arriva a Verona. Ha una maglia rossa su cui spiccano tre mediglie. Ed è l'uomo-locomotiva.

Si era guadagnato questo nome perché Achille Bargossi è stato un ultramaratoneta prima ancora che esistesse l'ultramaratona. Percorreva correndo centinaia di chilometri, fermandosi saltuariamente solo per fumare o per bere un po' di vino. E anche a Verona ci arrivò correndo, proveniva da Brescia e quindi ad occhio e croce ha corso per circa 70 chilometri. E non lo ha fermato la pioggia che sembrava inseguirlo durante il tragitto. L'acqua presa però indolenzì la sua gamba destra e per questo arrivò in città praticamente zoppicando.

Il suo spettacolo però non era semplicemente la corsa, come se percorrere tutti quei chilometri non fosse abbastanza per quest'uomo dalla corporatura massiccia. Achille Bargossi, dopo aver corso, continuava ad esibirsi, mostrando sempre le sue straordinarie doti fisiche. E così fece anche a Verona, quando dopo essere giunto in piazza Bra si esibì in Arena. Uno spettacolo che però purtroppo Bargossi non riuscì a completare a causa del dolore alla gamba destra.

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