Sportivi illustri della storia di Verona e provincia: il ciclista Assuero Barlottini

Nato nel 1890, prima della Grande Guerra si mette in luce da atleta, mentre dopo il conflitto sarà allenatore di altri grandi atleti delle due ruote veronesi

Via Barlottini a Lugagnano

Pioniere del ciclismo in provincia di Verona, Assuero Barlottini è nato a Villafranca nel 1890 e la sua prima gara la corre a 19 anni. È il circuito di Solferino e Barlottini centra il quinto posto. La prima vittoria arriva nel giro di pochi giorni a San Giorgio in Salici dopo una corsa sempre in fuga.

Orfano di padre, Assuero Barlottini non può dedicarsi completamente al ciclismo. Deve aiutare la madre, che oltre a lui deve crescere altre tre figlie. Questo però non gli impedirà di vincere importanti trofei come la Coppa Cavarziere. La sua carriera è durata poco perché nel 1915 è scoppiata la Grande Guerra e lui ha dovuto abbandonare le corse. Non prima di aver tagliato il traguardo in una corsa a tappe, il Giro del Polesine, e in altre corse come la Milano - S. Pellegrino - Milano, il Trofeo Città di Parma e la Milano-Asti-Milano. Nel 1913 e nel 1914 prende anche parte a due Giri d'Italia.

Dopo la guerra, la sua carriera vira e da ciclista Assuero Barlottini diventa preparatore di altri ciclisti veronesi, alcuni dei quali scriveranno pagine di storia delle due ruote, come Learco Guerra. Pur essendo preparatore, il suo agonismo lo porta per ben due volte a stabilire nel velodromo del Bentegodi, il record dell'ora (categoria veterani), a 42 e a 45 anni.

Nel 1961 diventa Cavaliere della Repubblica per meriti sportivi. Nel 1969 muore nella sua Lugagnano, dove ha sempre vissuto fin quando da piccolo la sua famiglia vi si trasferì da Quaderni. Il paese però non lo ha mai dimenticato e da anni ormai la via che porta agli impianti sportivi porta il suo nome.

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