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Domenica, 19 Maggio 2024
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Verona misteriosa: leggende e storie paurose

La nostra provincia ha molti luoghi a cui sono attribuite vicende strane, dall'Arena al Lago di Garda

Il 31 ottobre è la festa di Halloween e ogni anno, i negozi e le case si riempiono di zucche, maschere spaventose, streghe e pipistrelli. La fantasia popolare ha dato forma a leggende e racconti oscuri, di cui cavalieri e dame, streghe e folletti, diavoli e santi sono i protagonisti. Storie fantastiche, scaturite, forse, dalle nebbie che in inverno avvolgono la pianura e ammantano di mistero ogni cosa, o dal timore verso ciò che è ignoto e sconosciuto… di certo vi è solo una tradizione popolare ricca di enigmi e leggende tenebrose, tramandate di generazione in generazione.

A Verona e in tutto il Veneto, da sempre, la fantasia popolare ha dato forma a leggende e racconti oscuri, di cui cavalieri e dame, streghe e folletti, diavoli e santi sono i protagonisti. Storie fantastiche, scaturite - forse - a causa delle nebbie che in inverno avvolgono la pianura e ammantano di mistero ogni cosa, o dal timore verso ciò che è ignoto e sconosciuto… di certo vi è solo una tradizione popolare ricca di enigmi e storie tenebrose, tramandate di generazione in generazione.

Leggende di Verona e provincia

Un percorso alla scoperta delle più curiose leggende di questa città, progettata su misteriosi assi cartesiani e della sua bellissima Arena, che pare sia nata da un patto con il demonio. Il viaggio prosegue a Illasi per riscoprire, tra le mura di un castello, la storia di Ginevra, una discendente di Dante Alighieri. A Valeggio sul Mincio c'è una romantica leggenda all’origine di un piatto particolarmente noto e gustoso, i tortellini. Risalendo il fiume, a Peschiera del Garda, c'è la storia di un fantasma che ancora vaga con la sua testa mozzata fra le mani, all’interno di una Rocca oggi inaccessibile. E infine sul Lago di Garda, dove le leggende sono tante: quella di un mostro che vive nelle viscere del lago; la storia di una bella Regina che a Garda riuscì a liberarsi dalla prigionia in un antico maniero e divenne moglie di Ottone I;  la favola di una ninfa, trasformata in uno scoglio, ancora oggi adagiato nell’angolo più suggestivo del grande Benaco.

L'Arena e i suoi misteri

C'è una leggenda alquanto bizzarra sulla costruzione dell’anfiteatro veronese. Siamo nel Medioevo ed il protagonista di questa leggenda è un gentiluomo veronese che aspetta le prima luci dell’alba per veder eseguita la sua sentenza di morte, non si sa per quali reati. L’uomo è solo nella cella, disperato e terrorizzato all’idea di morire.

Le sue urla vengono percepite dal diavolo, che si gli si presenta davanti e gli promette la salvezza. Il piano di Lucifero è semplice: dare alla città di Verona un immenso teatro in grado di ospitare eventi e manifestazioni. Prendendosi il merito della costruzione dell’anfiteatro il condannato potrà avere salva la vita, ma in cambio il diavolo gli ruberà l’anima. Il patto e semplice e chiaro e l’uomo, troppo spaventato dalla morte, decide di accettare.

Nella notte un esercito di demoni provenienti dall’inferno si riversa nella piazza principale della città ed inizia la costruzione della mastodontica opera. Il condannato alla vista delle creature infernali e all’idea di diventare uno di essi si pente amaramente ed inizia a pregare la Vergine Maria perché lo liberi dal patto stipulato con il principe delle tenebre. L’opera era quasi terminata quando, ad un tratto, le campane di una chiesa iniziarono a suonare le note dell’Angelus: Maria aveva sentito la preghiera del condannato e aveva mandato i suoi angeli a suonare le campane anzitempo.

I diavoli si spaventarono e fuggirono via prima di poter completare l'anfiteatro, sprofondando nuovamente nelle tenebre. L’Arena era quindi incompiuta e il diavolo aveva perso la sua preda. Il condannato invece si salvò lo stesso, in quanto aveva comunque fornito alla città di Verona un teatro meraviglioso. (fonte: suite di giulietta)

La Lumera tradizione veneta

Un buon piatto, il rito del fuoco, il profumo delle caldarroste accompagnate da un bicchiere di vino nuovo e quattro chiacchiere in compagnia di amici e dei propri cari, anche questo è l'autunno e anche questo si fa in Veneto il giorno di Ognissanti e dei Morti. Ma c'è  anche la tradizione antica della 'suca baruca'.

L’antica tradizione della 'suca baruca', 'Lumera' o “Lumassa”. Halloween in Veneto. Intorno al 2 novembre venivano posizionate nei pressi di siepi e cimiteri per attirare le anime dei defunti. In questo periodo dell’anno, in Veneto le zucche sono da sempre protagoniste della tradizione culinaria. Nei secoli scorsi si usava intagliarle per inserirci all’interno delle candele; venivano quindi esposte nei davanzali o lungo i fossi e prendevano il nome di "SUCHE BARUCHE" o "LUMERE". Si credeva che così si illuminasse la strada per le anime dei defunti, disperdendo gli spiriti più dispettosi. 

La sera, i ragazzi si divertivano ad andare in giro con queste zucche per spaventare i passanti soprattutto nei pressi dei cimiteri; poi andavano di casa in casa a chiedere frutta secca, nocciole e castagne. In ogni famiglia, inoltre, si preparava "IL PIATTO DEI MORTI" con castagne, dolci, marroni, fave, e lo si lasciava sul tavolo o sui davanzali come dono per le anime.

Un altro aspetto della tradizione prevedeva poi la preparazione di ricette tradizionali e piccoli rituali. Le ricette erano piatti poveri della tradizione, mentre i rituali come svegliarsi presto per “lasciare il letto caldo ai morti” o non parlare vicino alle lumasse per non evocare spiriti negativi. Questa usanza aveva diverse declinazioni nei vari accenti e dialetti. Zucche luminose, spiriti dei defunti, alone di mistero e magia, i dolci per i per i bimbi, prendetevi due minuti per raccontare in famiglia la tradizione della zucca “Lumera”. Fare la Lumera o Lumassa è un rito quasi del tutto scomparso ora c'è Halloween, ma un tempo era molto sentito.

Halloween: tra storia e curiosità

Halloween si festeggia il 31 ottobre ed spesso considerata una festa importata dagli Stati Uniti, ha in realtà radici profondamente europee, in particolare celtiche. Questa celebrazione, originariamente conosciuta come Samhain, segnava il passaggio dalla fine dell'estate all'inizio dell'inverno, un momento cruciale per i Celti che basavano il loro calendario sui cicli stagionali. Durante Samhain, si credeva che il confine tra il mondo dei vivi e quello dei morti diventasse permeabile, permettendo ai defunti di tornare tra noi. Questa tradizione fu poi portata in America dalle migrazioni irlandesi dell'800, evolvendosi nell'Halloween moderno.

Tra i simboli più riconoscibili di Halloween c'è la zucca intagliata, legata alla leggenda di Jack-o’-lantern, un fabbro irlandese condannato a vagare eternamente tra i vivi. La parola "Halloween" stessa deriva da "All Hallow’s Eve", che significa "vigilia di tutti i santi", collegando la festa pagana di Samhain alla celebrazione cristiana di Ognissanti. Altri simboli come i pipistrelli, la luna piena e i costumi hanno radici nelle antiche tradizioni celtiche e nelle superstizioni medievali.

Le celebrazioni di Halloween includono anche vari giochi e rituali, come "dolcetto o scherzetto", che ha origini medievali, e diversi incantesimi e riti per predire il futuro, come sbucciare una mela o stendere lenzuola bagnate davanti al fuoco. Questa festa, ricca di storia e mistero, continua a incantare e spaventare generazioni di festeggiatori.

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