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Breakfast in Ronda: il nuovo servizio di colazioni per le persone senza dimora

La Ronda della carità raddoppia la solidarietà alle persone senza dimora con il servizio delle colazioni

La Ronda della carità raddoppia la solidarietà alle persone senza dimora con il servizio delle colazioni. Alle 8 del giorno di San Silvestro, e così ogni mattina dell'anno, la Ronda della Carità aprirà il Rifugio2 di via Campo Marzo 32 anche al mattino per offrire la colazione alle persone senza dimora; un servizio che si aggiunge a quello che svolge ogni notte, da 25 anni, per le strade di Verona con la consegna di pasti, coperte e vestiti.
La Ronda della Carità raccoglie il testimone del servizio che da una ventina d’anni l’associazione Amici di Paolo Favale ha svolto prima alla Giarina, poi alla Passalacqua e infine al Giardino d’Estate, concesso dal Comune con dei gazebo, dove dalle trenta alle settanta persone senza dimora, dopo una notte al freddo, hanno potuto riscaldarsi con latte, caffè, pane e dolci.

«Abbiamo saputo da un nostro volontario che l’Associazione amici di Paolo Favale cercava una realtà alla quale passare il testimone – racconta Antonio Aldrighetti, presidente della Ronda della Carità – e abbiamo pensato che il nostro Rifugio2, l’unica mensa che abbiamo e che serve la zona est di Verona, avrebbe potuto essere adatta per continuare il servizio: uno spazio coperto, riscaldato, con tavoli e bagni che vogliamo mettere sempre più a disposizione delle persone senza dimora anche per attività diurne come “il barbiere di strada” che da oltre un anno si svolge nei pomeriggi della prima e terza domenica del mese» 

«In risposta a un post su Facebook – continua Aldrighetti –  venticinque nuovi volontari si sono resi disponibili a coprire tutti i giorni della settimana: una risposta di solidarietà che anche questa volta ha saputo commuovermi: sono persone di ogni età che dedicheranno del tempo, dalle 7,30 alle 9, a chi non ha una casa offrendo, assieme alla colazione, una parola di conforto raccogliendone i bisogni e cercando di indirizzarli verso le tante realtà che a Verona si occupano di assistenza alle persone in situazioni di povertà urbana estrema».
 

Il presidente della Ronda non nasconde le sue preoccupazioni stimando che per il servizio, ogni anno, serviranno  4.500 litri di latte e altrettanti di caffè, 800 chili di zucchero, 1000 di pane e 18 mila brioches, ma è fiducioso perché

«Siamo nella capitale del pandoro e a Verona ci sono importanti aziende di torrefazione, di produzione di marmellate e sedi di catene di supermercati e in Lessinia il latte non manca. Alle aziende alimentari – conclude Aldrighetti – facciamo un particolare appello alla solidarietà perché possano aiutarci ad aiutare chi, nella nostra città, non ha un luogo dove dormire»

Una chiamata che rivolge, infine, a tutte le realtà e ai cittadini di Verona perché solo con l’aiuto di tutti si può dare un aiuto concreto per il riscatto della vita di queste molte, troppe persone.

Una storia che tocca il cuore:

Paolo Favale è stato il proprietario di uno studio di audioprotesi a Veronetta, in via Santa Chiara, che amava passare la pausa pranzo ai giardini della Giarina dove chiacchierava coi senzatetto di piazza Isolo. Alla Giarina ha conosciuto Cezar Karabowski, il ragazzo immigrato polacco che morì a 32 anni il 15 settembre 2000, mentre dormiva, nell’incendio doloso all’ex stazione delle corriere di piazza Isolo; nello stesso incendio si infortunarono gravemente anche altre due persone senza dimora.
Paolo rimase scosso e decise di portare ogni giorno del caffè a chi stava alla Giarina. Il gesto ha fatto proseliti. Attorno a Paolo si è nato il gruppo che lo ha seguito continuando l’iniziativa anche quando, nel 2004, la malattia se l’è portato via. Nei giardini della Giarina, in ricordo di Paolo Favale, c’è una lapide e può capitare di vedere una candela accesa da qualche persona senza dimora  che lo ha conosciuto o ne ha sentito parlare.

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