Attrice veronese in USA: «Molti pensavano che ciò che stava accadendo in Italia qui fosse impossibile»

La giornalista Selene Vicenzi racconta la storia di Sara Sometti, attrice veronese in quarantena nello Stato della Georgia

Sara e il marito Seth

Pochissimi i temerari che vagano per le metropoli a stelle e strisce, ormai anch'esse deserte a causa del Coronavirus. Gli Stati Uniti infatti, secondo i dati del New York Times, sono il primo paese al mondo per numero di contagi da Covid-19. Moltissimi sono i connazionali in America bloccati nelle grandi città, che non hanno potuto fare rientro in Italia, dai loro familiari.

Tra questi, Sara Sometti, cresciuta a Caprino Veronese che da dodici anni vive negli Stati Uniti, e che si è vista a fine febbraio cancellare il volo che aveva acquistato per raggiungere i familiari a Verona. Nel 2008 Sara, ha preso un biglietto di sola andata per Los Angeles per inseguire il suo sogno, lavorare nel cinema. Dopo qualche anno di gavetta finalmente il sogno si realizza ed ora, oltre ad essere attrice e sceneggiatrice, è produttrice cinematografica.

Dal Dicembre 2016 io e mio marito abitiamo ad Atlanta, in Georgia - ci racconta Sara - dove l'industria del cinema è cresciuta moltissimo negli ultimi anni, tanto da avere superato Los Angeles e New York.

Come si vive in Georgia in questo momento di emergenza sanitaria ?

Ad oggi ci sono 2500 casi confermati in Georgia (e 80 morti), ma sicuramente sono molti di più dato che sembra  scarseggino i test a disposizione dei medici e come in Italia probabilmente ci saranno persone asintomatiche o che presentano sintomi leggeri che potrebbero essere scambiati per una normale influenza. Ieri sera il sindaco di Atlanta ha fatto sapere che gli ospedali della città hanno già raggiunto la capienza massima nei reparti di terapia intensiva e stanno riempiendo velocemente i letti anche negli altri reparti, perciò stanno invitando i cittadini a rimanere a casa. Sicuramente nel giro di qualche giorno i provvedimenti diventeranno più rigidi anche qui da noi, perché in tutti gli Usa siamo a 103.321 contagiati e 1668 morti.

Quali misure precauzionali dovete seguire? 

Anche qui, come in Italia le restrizioni cambiano ogni giorno, sono partiti con il divieto di manifestazioni con più di 250 persone, poi passati al divieto di gruppi di più di dieci persone nel giro di qualche giorno. La scorsa settimana hanno chiuso scuole, palestre, cinema, ristoranti (possono offrire solo il servizio d'asporto) ed altri business "non essenziali". Il sindaco ieri ha ordinato di rimanere a casa, e di uscire solo per necessità, andare al lavoro a fare la spesa o fare attività fisica al parco. Per ora non ci sono controlli e di conseguenza non ci sono provvedimenti qualora non si dovesse rispettare la richiesta di rimanere a casa.

Quali misure state adottando come famiglia?

Io e Seth, sapendo la severità del virus e avendo visto la velocità con cui i casi di contagio si moltiplicavano in Italia, abbiamo deciso di auto-isolarci non appena arrivò l'annuncio che in Georgia erano stati confermati i primi sei casi. L'11 marzo abbiamo fatto l'ultimo meeting di persona e da li in poi siamo sempre rimasti a casa e usciti solo due volte per fare la spesa. Gli unici contatti che abbiamo con il mondo esterno è via Internet, FaceTime o Whatsapp.

Come è percepita l'emergenza in America ? 

Credo che quando qui hanno accertato i primi casi di Covid-19 molte persone l'hanno presa alla leggera, pensando che quello che stava succedendo in Italia fosse impossibile in America. La maggior parte ha iniziato molto tardi a prendere precauzioni. Quando a Los Angeles il governatore della California ha iniziato a imporre delle restrizioni, ordinando di chiudere scuole, negozi ecc, la gente è andata in tilt ed ha "svaligiato" tutti i supermercati! I miei amici mi mandavano video di scaffali completamente vuoti. In alcuni casi sono addirittura scoppiate delle liti, alcune delle quali sono finite sui social media. Qui ad Atlanta per fortuna non siamo rimasti senza cibo, mancano solo mascherine (io per fortuna ne avevo già un bel po' per caso) e disinfettanti. 

E dal punto di vista sanitario?

Sembra che gli Stati Uniti in generale stiano cercando di capire come organizzarsi per creare nuovi posti letto, soprattutto in terapia intensiva visto che il numero degli ammalati è in continua crescita. Il personale medico non basta, perciò alcuni medici in pensione hanno deciso di reindossare il camice e di tornare in corsia. Alcune ditte, come ad esempio la Tesla ha iniziato subito a produrre dei respiratori. La parte più grave è che moltissima gente non si può permettere l'assicurazione sulla salute e di conseguenza cure mediche! Spero che in uno stato di emergenza tale lo stato provveda ad assicurare cure mediche anche a chi altrimenti non se le potrebbe permettere.

 Come è vista la situazione Italia? Se ne parla in tv?

All'inizio ne hanno parlato moltissimo dell'Italia, soprattutto del Veneto e della Lombardia, ora ne parlano un po' meno, visto che ora il virus ha portato un sacco di problemi in tutti gli stati degli Stati Uniti. Ora ci sono molti servizi sulle maggiori città, e i vari Stati,  tutti i giorni mettono in onda il briefing del presidente degli Stati Uniti che da un aggiornamento sulla situazione, sulle nuove misure globali e sulla situazione economica. In Internet invece si trovano tutte le ultime notizie, quasi in tempo reale, riguardanti l'Italia che i maggiori quotidiani americani riportano.

I tuoi parenti da Verona cosa ti raccontano?

La mia famiglia, per fortuna, sta bene. Ci sentiamo e ci vediamo via whatsapp tutti i giorni. Ovviamente sono sempre preoccupata per loro, come loro lo sono per me, anche se seguiamo rigorosamente la quarantena e i consigli degli esperti, ma non si sa mai.

Sara spera di poter riabbracciare presto la sua famiglia in Italia

Speriamo - conclude Sara - che tutto questo incubo finisca in fretta, cosi non ci saranno più altre vittime e finalmente si potrà tornare alla vita di tutti i giorni. E finalmente potrò tornare in Italia a visitare la mia famiglia, visto che il viaggio che avevo previsto a fine Febbraio è saltato all'ultimo momento.

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