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Mercoledì, 28 Febbraio 2024
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World cancer day, nel 2023 a Verona 13.600 diagnosi: «Multidisciplinarietà e tecnologia, le armi migliori contro il cancro»

L’età media dei pazienti diagnosticati è di 61-62 anni, Bravi: «La nostra Azienda è pienamente allineata con gli standard internazionali e sta investendo moltissimo»

«Il cancro non si cura se non si va in modalità multidisciplinare». Lo evidenzia una nota dell'Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona (Aoui) che poi sottolinea: «La qualità dei trattamenti e una maggiore garanzia di guarigione si raggiungono quando il paziente è seguito da un’equipe di specialisti, come prevedono gli standard internazionali ai quali l’Azienda ospedaliera di Verona è già allineata. L’altro fattore per combattere le neoplasie sono gli investimenti tecnologici per apparecchiature sempre più moderne e efficaci per la diagnosi ma anche chirurgiche, fra cui la robotica mininvasiva». 

In occasione del World cancer day, che si celebra domenica 4 febbraio, l’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona ha illustrato l’impegno delle sue strutture nel contrasto a questa malattia: dalla diagnostica di precisione con le apparecchiature alla anatomia patologica che si avvale dell’Intelligenza artificiale, dalla terapia oncologica con farmaci e protocolli innovativi alla chirurgia altamente specialistica fino alla cura attraverso la radioterapia.   

La casistica veronese e l'alta tecnologia in Aoui

In base a quanto è stato riferito dall'Aoui Verona, nel 2023 sono state 13.600 circa le diagnosi di neoplasie di cui 8.622 trattate in sala operatoria, in pratica ogni giorno ci sono state 54,4 diagnosi e 33,1 operazioni. Erano state 13.464 nel 2022 (8.275 interventi) e 12.694 nel 2021 (7.752 interventi). L’età media dei pazienti diagnosticati è di 61-62 anni.

L’Aoui di Verona pone molta attenzione all’innovazione tecnologica, sono ingenti, infatti, gli investimenti in questo campo: «Ben 22,5 milioni di euro solo per l’Uoc di Radioterapia: 3 milioni per un acceleratore lineare Truebeam, 4,5 per un acceleratore lineare Ethos, 11 milioni per una Risonanza Magnetica Linac e 4 milioni per interventi strutturali. La radiologia è un altro campo dove gli investimenti sono consistenti, sono 12 i milioni di euro di apparecchiature acquistate con fondi Pnrr (10 macchine per radiografie, 2 angiografi, una Tac e una Risonanza magnetica). Ulteriori 3 milioni di euro serviranno per acquistare una Tac pet per la Medicina Nucleare».

Da sx Mazzarotto Milella Bravi Scarpa Montemezzi  De Manzoni : foto ufficio stampa Aoui Verona

Multidisciplinarietà e alta specializzazione

Dall'Azienda sottolineano come la varietà di competenze specialistiche presenti in Aoui abbia permesso la creazione di 12 Gruppi Oncologici Multidisciplinari (GOM). Sono gruppi in cui i medici con diverse specialità discutono e decidono il miglior approccio per la cura del paziente. I gruppi multidisciplinari coprono praticamente ogni distretto del corpo, vanno infatti dal “Testa e Collo” al Gruppo Uro-Oncologico, al Gruppo Tumori Ginecologici: «L’eccellenza - sottolinea la nota dell'Aoui - è testimoniata anche dalle certificazioni internazionali che alcuni di questi gruppi multidisciplinari dell'Azienda hanno ottenuto, per esempio, il centro di eccellenza Ines sui tumori neuroendocrini, la Breast Unit che è stata certificata e ri-certificata più volte da parte di Eusoma e la partecipazione dell’Azienda al consorzio internazionale del genoma del cancro. In ottica dell’umanizzazione delle cure è stato creato, insieme all’Ulss 9, anche il Gruppo Interdisciplinare “Help”, un gruppo di integrazione fra ospedale e territorio, che offre cure palliative intraospedaliere».

In base a quanto si apprende, l’Uoc di Oncologia Medica ha in cura circa 2.500 pazienti l’anno: «In generale nel 2023, - rimarca la nota dell'Aoui Verona - l’Azienda ha speso le cure oncologiche 106 milioni (105 nel 2022) per i farmaci ospedalieri, 16 milioni per farmaci innovativi (12 nel 2022). Per le Car-T (una terapia innovativa in campo onco-ematologico) sono stati spesi 2.166 milioni di euro (316.000 euro nel 2022 per un unico paziente). L’innovazione e il progresso sono anche nell’Uoc di Anatomia Patologica dove si fanno diagnosi a livelli sempre più precisi. La digital patology è l’ultima frontiera di innovazione con la digitalizzazione dei campioni che, grazie anche all’Intelligenza artificiale, permette di non dover più analizzare manualmente migliaia di vetrini uno ad uno».

Bravi: «L'Azienda è pienamente allineata con gli standard internazionali»

Il dg Aoui Verona, Callisto Marco Bravi, ha commentato: «La nostra Azienda è pienamente allineata con gli standard internazionali e sta investendo moltissimo: oltre 22 milioni per la Radioterapia, altri 15 per la Radiologia. Siamo all’avanguardia anche nelle spese farmacologiche, con più 20% rispetto all’anno scorso e l’avvio dei trattamenti Car-T per i tumori del sangue. Sia con l’ausilio della tecnologia sia con l’alta specializzazione dei nostri clinici siamo sempre più orientati alla medicina personalizzata per ogni singolo caso, ma non trascuriamo nemmeno l’umanizzazione delle cure sia in ospedale che sul territorio con un innovativo protocollo con l’Ulss 9». 

Gli ha fatto eco il direttore Uoc Anatomia e Istologia Patologica, prof. Aldo Scarpa: «La digitalizzazione dell’Anatomia patologica è un processo cominciato in questa azienda, oggi diventato un progetto regionale. Riusciamo a trasformare in immagini digitali tutto ciò che vediamo al microscopio, questo permette due cose: coinvolgere specialisti anche internazionali, e applicare l’Intelligenza artificiale che accelera il processo diagnostico rendendolo più specifico nell’individuare la neoplasia. Per gli esami del Dna, ad esempio, si accelera moltissimo i processi, dovremmo guardare numerosissimi vetrini, invece la macchina ci indica in quali si trova il tumore da caratterizzare per avere una migliore terapia». 

Ad intervenire è stato infine Giovanni De Manzoni, direttore Uoc Chirurgia dell'Esofago e dello Stomaco e del Dipartimento di Chirurgia Univr: «Sono fiero di rappresento oggi tutti i colleghi, ospedalieri e universitari, perché dal punto di vista chirurgico Aoui è un punto di riferimento internazionale, non solo scientifico ma anche tecnico. Siamo ad esempio l'unico ospedale italiano che sta attualmente sperimentando le tre piattaforme robotiche chirurgiche, cosa che mi invidiano i miei colleghi nel mondo. Ma di sicuro siamo all'avanguardia anche nelle discussioni multidisciplinari, aspetto che a livello nazionale manca in maniera capillare nella cura dei tumori. La multidisciplinarietà che c’è a Verona non è così scontata altrove, purtroppo tuttora in molti ospedali italiani vengono portati al tavolo operatorio pazienti con tumori non discussi. Ritengo sia l'inizio dell'errore perché oncologo, radioterapista, radiologo e anatomo patologo sono fondamentali per raggiungere migliori possibilità di cura o di avanzamento nella prognosi».

Alla conferenza di ieri erano presenti il dott. Callisto Marco Bravi (direttore generale Aoui), il prof. Michele Milella (direttore Uoc Oncologia Aoui), il prof. Giovanni De Manzoni (direttore Uoc Chirurgia dell'Esofago e dello Stomaco e del Dipartimento di Chirurgia Univr), la dott.ssa Stefania Montemezzi (direttrice Uoc Radiologia BT e del Dipartimento di Patologia e Diagnostica Aoui), il dott. Renzo Mazzarotto (direttore Uoc Radioterapia Aoui), e il prof. Aldo Scarpa (direttore Uoc Anatomia e Istologia Patologica).

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