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Una giornata dedicata alla salute della mano: 120 pazienti visitati alla clinica San Francesco

«L’iniziativa è stata accolta dalla città in maniera assolutamente positiva - ha commentato il chirurgo ortopedico Enrico Carità - e questo ci rende soddisfatti»

Si è chiusa con grande soddisfazione di tutto lo staff della Clinica San Francesco la settima edizione della "Giornata dedicata alla Salute della Mano". Un’équipe composta da chirurghi ortopedici, fisioterapisti e fisiatri si sono resi disponibili, durante la mattina di sabato 11 maggio per offrire consulti gratuiti e suggerire approfondimenti diagnostici e terapeutici.

Ben 120 i pazienti che hanno preso parte all’iniziativa arrivando alla Clinica San Francesco già di buon ora: «L’iniziativa è stata accolta dalla città in maniera assolutamente positiva - ha commentato il chirurgo ortopedico Enrico Carità -  e questo ci rende soddisfatti. La grande risposta ottenuta, indica una grande attenzione e sensibilità verso le problematiche riguardanti l’arto superiore.  Abbiamo avuto la possibilità di interagire con un pubblico impegnato nelle più varie attività lavorative e di differenti età (dai 2 agli 85 anni) e ci siamo impegnati a guidare i pazienti a comportarsi correttamente relativamente alle patologie riscontrate».

Dai 120 pazienti visitati è emerso che il 30% soffre di sindromi canalicolari (sindrome del tunnel carpale, dita a scatto e tendinite di De Quervain), il 30% è affetto da artrosi della mano o del polso tra le quali la più frequente è stata la rizoatrosi, il 10% è affetto da Morbo di Dupuytren, il 20% da infiammazioni e problemi articolari di varia natura e il 5% è vittima di postumi traumatici.

«Nella maggior parte dei casi si sono illustrate le cause, l’evoluzione fisiologica delle patologie e i loro possibili trattamenti - ancora Carità - in altri casi si è reso necessario consigliare degli esami strumentali per approfondire e giungere ad una corretta diagnosi, in altri casi abbiamo dato suggerimenti su come curare e prevenire il peggioramento delle problematiche in esame». A rendere più semplice e completa l’attività di prevenzione e trattamento, è stata la presenza di fisiatri e fisioterapisti che, dopo un primo colloquio con i chirurghi, hanno ricevuto immediatamente alcuni pazienti ai quali hanno consigliato attività riabilitative, terapie fisiche oppure hanno suggerito loro l’utilizzo di tutori personalizzati realizzati con materiale termoplastico detti “Splint”. Questi tutori sono molto leggeri ed adattabili ad ogni esigenza e per questo fatti “su misura” del paziente. Si sono quindi eseguite delle dimostrazioni di confezionamento di splint e, nella sola mattinata di sabato, ne sono stati realizzati circa una dozzina.

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