Nuova terapia biologica contro la psoriasi, disponibile anche a Verona

Giampiero Girolomoni, direttore del reparto di dermatologia dell'Aoui: «Più dell’80% dei pazienti ottiene una pelle quasi o completamente pulita già dopo le prime somministrazioni e i risultati si mantengono nel tempo»

Estate, stagione difficile per le persone con psoriasi. Molti pazienti provano disagio e vergogna ad esporsi e tendono a nascondere le macchie della psoriasi sotto i vestiti anche in spiaggia o rinunciano alla vita all’aria aperta proprio nella bella stagione. «La psoriasi è una malattia complessa, che se non viene adeguatamente trattata può incidere sia sulla salute generale che sulla qualità della vita, con un vissuto particolarmente difficile con l'arrivo dell'estate - ha dichiarato Giampiero Girolomoni, direttore del reparto di dermatologia dell'Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona - In Italia si stima che la psoriasi abbia una prevalenza del 2.9%, quindi in Veneto colpisce circa 140.000 persone di cui almeno il 20-25% in una forma moderata-grave con un impatto sulla vita personale superiore ad altre malattie croniche».

L'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha recentemente approvato la rimborsabilità in Italia di un nuovo trattamento della psoriasi a placche da moderata a grave nei pazienti adulti candidati alla terapia sistemica. Una nuova terapia biologica mirata al bersaglio che promette di liberare i malati dalle placche psoriasiche attraverso due sole iniezioni sottocutanee ogni tre mesi. Il principio attivo si chiama risankizumab di AbbVie ed è già disponibile in Veneto. «Oggi abbiamo una nuova opzione terapeutica che può aiutare a raggiungere e mantenere una remissione delle placche psoriasiche in un'elevata percentuale di pazienti - prosegue Girolomoni - Il beneficio principale di risankizumab è il livello di "pulizia della pelle" superiore rispetto agli attuali standard di cura. Più dell’80% dei pazienti ottiene una pelle quasi o completamente pulita già dopo le prime somministrazioni e i risultati si mantengono nel tempo con un profilo di sicurezza molto elevato».

Una diagnosi precoce e terapie moderne significano un efficace controllo della psoriasi nella quasi totalità dei casi e una riduzione dell'impatto sulla sfera emotiva e sociale. «I pazienti con psoriasi moderata-grave dovrebbero essere gestiti da dermatologi esperti - ha dichiarato Paolo Gisondi, professore associato dell'università di Verona - preferibilmente presso centri di riferimento universitari ed ospedalieri per la psoriasi, come quello di Verona, che garantiscono competenze e continuità assistenziale e che rappresentano gli unici centri dermatologici autorizzati alla prescrizione di terapie avanzate e mirate per la psoriasi inclusi i farmaci biologici. Grazie ai nuovi progressi della ricerca scientifica, le persone con psoriasi possono rivolgersi al nostro centro per chiedere di individuare il percorso di cura più idoneo e vivere liberi dalla malattia».

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Rischio Covid: regioni gialle, arancioni o rosse? In arrivo cambiamenti

  • Covid, ecco il "tampone multiplex": a Negrar un unico test per riconoscere tre diversi virus

  • La zona "gialla plus" di Zaia peggio di quella arancione? Commercianti aperti, senza clienti

  • Terapia anti-Covid scoperta dall'università di Verona, l'Fda la autorizza

  • Coronavirus: in Veneto 18 morti da ieri sera, Verona provincia con più casi attuali e decessi

  • Coronavirus, a Verona tornano a salire i ricoveri in terapia intensiva

Torna su
VeronaSera è in caricamento