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Mascherine contro il virus: Federfarma fa chiarezza sulle varie tipologie, costi e utilizzo

«Federfarma non può imporre tariffe comuni, ma si batte con gli associati affinché il ricarico sia il più etico possibile», spiega la presidente di Federfarma Verona Elena Vecchioni

Federfarma - #iorestoinfarmacia

La richiesta di mascherine, nel pieno della peggiore emergenza sanitaria dal dopoguerra è enorme ovunque, non solo in Italia. Le filiere produttive gravate da una domanda decine di migliaia di volte superiore allo standard, riescono a soddisfare a spot l’utenza sia in termini di tempo che geografici. Federfarma comprende quanto i costi di produzione possano lievitare per ragioni legate al personale, alle ore di straordinario, alle nuove filiere produttive, ma fa sapere di e «vigilare soprattutto nella tutela del cittadino, sensibilizzando i propri associati alla necessaria cautela nell'acquisto, in particolar modo, da fornitori comparsi solo “recentemente"».

«La reperibilità delle mascherine contro il contagio da Covid-19 è complessa, - si legge sempre in una nota di Federfarma - ma qualcosa pare si stia finalmente sbloccando nonostante richieste abnormi, complessità di sdoganamento per carenza di personale, doverosi controlli di Guardia di Finanza, Nas dei Carabinieri e altrettanto doverosi sequestri di mascherine da destinare al personale medico, assistenziale e della Protezione Civile. Dal canto loro tutti i farmacisti si impegnano in una serrata ricerca quotidiana per soddisfare anche la richiesta di protezione e sicurezza che viene dal cittadino comune che spesso assiste persone anziane o malate in casa».

Elena Vecchioni, presidente di Federfarma Verona, spiega: «Una questione importante riguarda i prezzi che sono variabili al pubblico in relazione alla tipologia di mascherina, ovviamente la FFP2 costa molto di più rispetto a quella chirurgica. Ma quello che varia molto e oscilla continuamente in questo periodo è il prezzo di acquisto. Federfarma non può imporre tariffe comuni, ma si batte con gli associati affinché il ricarico sia il più etico possibile. Il farmacista mette gratuitamente a disposizione della popolazione la sua competenza sull’utilizzo delle mascherine che, per altro, come tutti gli operatori sanitari deve indossare per tutto l’arco del turno professionale».

Le tipologie di mascherine 

1- Mascherine chirurgiche

Le mascherine chirurgiche hanno lo scopo di evitare che chi le indossa contamini l’ambiente, in quanto limitano la trasmissione di agenti infettivi e ricadono nell'ambito dei dispositivi medici di cui al D.Lgs. 24 febbraio 1997, n.46 e s.m.i.. Sono utilizzate in ambiente ospedaliero e in luoghi ove si presti assistenza a pazienti (ad esempio case della salute, ambulatori, ecc).

Le mascherine chirurgiche, per essere sicure, devono essere prodotte nel rispetto della norma tecnica UNI EN 14683:2019 (scaricabile gratuitamente dal sito https://www.uni.com), che prevede caratteristiche e metodi di prova, indicando i requisiti di:

  • resistenza a schizzi liquidi
  • traspirabilità
  • efficienza di filtrazione batterica
  • pulizia da microbi.

La norma tecnica di riferimento UNI EN ISO 10993-1:2010 (scaricabile gratuitamente dal sito https://www.uni.com) ha carattere generale per i dispositivi medici e prevede valutazione e prove all'interno di un processo di gestione del rischio.

2 - Mascherine FFP2 e FFP3

facciali filtranti (mascherine FFP2 e FFP3) sono utilizzati in ambiente ospedaliero e assistenziale per proteggere l’utilizzatore da agenti esterni (anche da trasmissione di infezioni da goccioline e aerosol), sono certificati ai sensi di quanto previsto dal D.lgs. n. 475/1992 e sulla base di norme tecniche armonizzate (UNI EN 149:2009, scaricabili gratuitamente dal sito https://www.uni.com).

La norma tecnica UNI EN 149:2009 specifica i requisiti minimi per le semimaschere filtranti antipolvere, utilizzate come dispositivi di protezione delle vie respiratorie (denominati FPP2 e FPP3), ai fini di garantirne le caratteristiche di efficienza, traspirabilità, stabilità della struttura attraverso prove e test tecnici.

3 - Altri tipi di mascherine

Ogni altra mascherina reperibile in commercio, diversa da quelle sopra elencate, non è un dispositivo medico né un dispositivo di protezione individuale; può essere prodotta ai sensi dell'art. 16, comma 2, del D.L. 18/2020, sotto la responsabilità del produttore che deve comunque garantire la sicurezza del prodotto (a titolo meramente esemplificativo: che i materiali utilizzati non sono noti per causare irritazione o qualsiasi altro effetto nocivo per la salute, non sono altamente infiammabili, ecc.). Per queste mascherine non è prevista alcuna valutazione dell’Istituto Superiore di Sanità e dell’INAIL.

Le mascherine in questione non possono essere utilizzate in ambiente ospedaliero o assistenziale in quanto non hanno i requisiti tecnici dei dispositivi medici e dei dispositivi di protezione individuale. Chi la indossa deve comunque rispettare le norme precauzionali sul distanziamento sociale e le altre introdotte per fronteggiare l’emergenza Covid-19.

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