Verona è la prima città d'Italia ad avviare un’indagine epidemiologica Covid-19

L'indagine epidemiologica si svilupperà grazie all'ospedale di Negrar e i suoi risultati saranno fondamentali per la gestione della "Fase 2" della pandemia nel Comune di Verona

Indagine epidemiologica ospedale Negrar - Verona

Verona prima città in Italia protagonista di uno studio epidemiologico sulla prevalenza nella popolazione di cittadini affetti da Covid-19, ma asintomatici. L’indagine è promossa dall’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar in collaborazione con il Comune scaligero, l’Ulss 9, la Pneumologia dell’Azienda ospedaliera e il Dipartimento di Diagnostica e Sanità pubblica dell’Università di Verona. Si tratta di uno studio rilevante, primo nel suo genere, che partirà nei prossimi giorni e avrà forti ricadute sulla gestione della cosiddetta "Fase 2" della pandemia nel Comune veronese tra i più colpiti nel Veneto.

 «Su un campione rappresentativo della popolazione veronese saremo in grado di identificare con un margine di errore dell’1,5% non solo la percentuale di soggetti potenzialmente contagiosi, ma anche le loro caratteristiche demografiche, sintomatologiche e biologiche. Inoltre verremo a conoscenza della percentuale dei cittadini che, avendo già sviluppato gli anticorpi della malattia, nel prossimo autunno avranno un bassissimo rischio di riammalarsi,  ma anche la fetta di popolazione che non è mai venuta in contatto con il virus», spiega il dottor Carlo Pomari, responsabile della Pneumologia del Sacro Cuore Don Calabria e coordinatore del Comitato Scientifico che vede come cosperimentatore il professor Zeno Bisoffi direttore del Dipartimento di Malattie Infettive e Tropicali di Negrar.

indagine epidemiologica Negrar Dottor Pomari2

Dottor Pomari

«Le informazioni ricavate - sottolinea il dottor Pomari - saranno restituite alla comunità scientifica e ai rappresentanti politici, responsabili della gestione delle misure di controllo e della formulazione di linee guida. Lo studio ha forti ricadute perché conoscere le caratteristiche di quella parte di popolazione asintomatica significa gestire di conseguenza la cosiddetta riapertura. Identificare invece coloro che potrebbero ammalarsi in autunno vuol dire prepararsi al meglio a una possibile recrudescenza del virus e per quanto possibile prevenirlo».

Il progetto (ideato dal biostatistico Massimo Guerriero) vede il coinvolgimento di circa 2.500 cittadini veronesi a partire dai 10 anni, estratti con criterio casuale dall’elenco dell’anagrafe. Invitati con una lettera del sindaco, verranno sottoposti su appuntamento al tampone naso-faringeo e a prelievo di sangue per la ricerca degli anticorpi anti SARS COV-2, effettuati dal personale specializzato dell’Ospedale di Negrar e dell’ULSS 9, con il rispetto di tutte le norme di sicurezza. Il risultato del tampone verrà comunicato all’interessato e nel caso di esito positivo verrà attivata la procedura di presa in carico da parte dell’Azienda sanitaria territoriale.

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