Il dg dell'Ulss 9 Scaligera Girardi: «Il piano a Verona prevede si facciano 2mila tamponi al giorno»

«In alcuni casi siamo arrivati a farne anche 2.500 in un giorno», ha evidenziato il dg Girardi

 

Il dg dell'Ulss 9 Scaligera Pietro Girardi ha voluto sottolineare l'importanza della "Giornata degli infermieri" che si celebra quest'oggi, ringraziandoli per il loro operato e ricordando come il loro ruolo finora sia anche stato quello di essere umanamente vicini alle persone ricoverate. Il dg ha ribadito l'invito a donare il sangue, in particolare chi è stato positivo al virus e si è poi negativizzato, ma anche tutte le altre persone perché il bisogno di sangue negli ospedali è sempre alto.

Presente all'odierna conferenza stampa anche la dott.ssa Mastella, responsabile di nove case di riposo nella provincia scaligera: «Gli ospiti sono 525 e in due delle nostre case di riposo abbiamo avuto delle infezioni da Covid-19, a Zevio e San Bonifacio. All'inizio siamo stati tutti frastornati, poiché ritenevamo che con tutte le attività svolte saremmo riusciti a contenere il virus, ed in effetti in sette dei nostri centri ci siamo riusciti, ma in due sono stati riscontrati dei casi positivi. Siamo riusciti ad intervenire tempestivamente, isolando i positivi e facendo restare a casa il personale interessato dall'infezione». La dott.ssa Mastella ha quindi sottolineato che «i dispositivi sono sempre stati presenti e adeguati». Per quanto riguarda i tamponi, la dott.ssa ha quindi spiegato che «nelle nostre case di riposo riteniamo vengano fatti nei tempi giusti, per quanto i parenti ci chiedano di farli più spesso».

A proposito dei tamponi, il dg dell'Ulss 9 Girardi ha quindi spiegato che nelle case di riposo si valuta che «ogni venti giorni vadano fatti i tamponi, e questo vale anche per il nostro personale». Il piano per la provincia di Verona, ha quindi aggiunto Girardi, «prevede che si facciano circa 2.000 tamponi al giorno, in alcuni casi siamo arrivati a farne anche 2.500 in un giorno, siamo la seconda provincia in Veneto per numero di tamponi fatti, secondi solo a Padova dove la pandemia è però iniziata prima». 

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