Veneto regione virtuosa nella cura del diabete: «Verona è all’avanguardia»

Lo afferma Angelo Avogaro, Professore Ordinario di endocrinologia e malattie del metabolismo all’Università di Padova. In tutto il Veneto ci sono circa 350mila diabetici

misurazione della glicemia - immagine di repertorio

Il diabete è una patologia che necessita di maggiore attenzione: anzitutto per i numeri, dato che colpisce circa il 6% della popolazione italiana a cui si aggiunge un altro 2% circa di sommerso; inoltre, i cambiamenti connessi all’evoluzione della medicina e i mutamenti della società che si riflettono sullo stile di vita e sulle caratteristiche della popolazione inducono a nuove riflessioni. Una due giorni fitta di impegni e spunti sulla materia si è tenuta il 22 e 23 marzo a Venezia con il convegno "Le gliflozine nel diabete mellito: una visione sul presente e oltre gli attuali paradigmi di cura". 

La questione centrale del convegnoverteva per la prima volta in Italia sul legame tra diabete, invecchiamento e patologie neurodegenerative, tumorali, autoimmuni. Sebbene si sviluppino con diverse sfaccettature, queste malattie hanno un’origine comune e sono tutte assimilabili alla categoria delle malattie croniche. Per la medicina parlare di malattia "cronica" è una sconfitta, perché qualcosa di cronico non può mutare nel tempo: per questo la lotta al diabete e alle patologie ad esso connesse costituisce una sfida così importante.

Angelo Avogaro
Angelo Avogaro, Professore Ordinario di endocrinologia e malattie del metabolismo all’Università di Padova

La situazione in Veneto

In Veneto ci sono circa 350mila diabetici: di questi, circa 35-40mila persone hanno anche problemi di cuore connessi alla patologia diabetica. Il problema è dunque di primo piano, ma questa regione rappresenta una delle più avanzate nel panorama italiano.

«La diabetologia veneta è un fiore al’occhiello della sanità italiana. - afferma il prof. Angelo Avogaro, Professore Ordinario di endocrinologia e malattie del metabolismo all’Università di Padova - Il Veneto ha una rete diabetologica eccezionale; ha due università, Padova e Verona, all’avanguardia a livello nazionale, che la rendono una regione particolarmente virtuosa, frutto della ricerca di un rapporto diretto con il territorio. Nella nostra struttura, all’Ospedale di Padova, abbiamo implementato un PDTA per lo screening e la cura delle complicanze vascolari, con una diagnostica all’avanguardia. Siamo peraltro gli unici in Italia a fare sperimentazioni sul pancreas artificiale. Ciò significa che in quest’area si sta costruendo una specializzazione mirata sul paziente diabetico, messo al centro del sistema sin dalle fasi iniziali della malattia. Proprio la prevenzione, spesso snobbata dal Sistema Sanitario Nazionale, deve essere il punto principale di riferimento».

La situazione in Italia

«In Italia ci sono circa 4,5 milioni di pazienti diabetici, di cui circa il 15% ha una qualche forma di cardiopatia - spiega ancora il Professore Angelo Avogaro - I nuovi farmaci riducono molto la mortalità di questi pazienti: è il caso, ad esempio, degli inibitori del riassorbimento renale del glucosio o degli antagonisti del recettore del GLP1. Questi nuovi farmaci hanno anche il vantaggio di non mandare in ipoglicemia il paziente». ​

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