Giovedì, 21 Ottobre 2021
Salute Valverde / Via della Valverde

Sanità, carenza di medici. «Nel 2025 in Veneto ne mancheranno 500»

L'allarme è lanciato dal Codacons che chiede un incontro con l'assessore regionale Lanzarin. Nel frattempo la Regione investe in materiali e strumentazioni e le opposizioni attaccano: «Tecnologia indispensabile, se qualcuno la usa»

«Entro il 2025 mancheranno in Veneto circa cinquecento medici, a causa della carenza di camici bianchi che interessa tutta Italia e che peggiorerà nei prossimi anni, in relazione ai pensionamenti che non riusciranno ad essere compensati dalle nuove assunzioni». La denuncia è del Codacons che ha chiesto un incontro all'assessore regionale alla sanità Manuela Lanzarin.

Sono tanti i medici che si formano in Italia e che poi vanno a far carriera all'estero, dove maggiori sono le gratificazioni. D'altronde, lo ha confermato anche il direttore regionale della sanità veneta Domenico Mantoan che i medici italiani sono sottopagati. E così ogni Regione corre ai ripari come può: il Veneto vuole richiamare i medici in pensione per contrastare la carenza di personale e lo stesso vuole fare il Molise, mentre la Toscana vorrebbe ricorrere ai neolaureati. Tutte soluzioni criticate dall'associazione dei medici italiani Anaao Assomed.
L'emergenza, però, va affrontata. E per questo l'associazione dei consumatori Codacons vorrebbe incontrare l'assessore Lanzarin e propone l'accreditamento al servizio sanitario degli studi medici privati, come già avviene con le cliniche convenzionate. Per l'associazione basterebbe infatti apportare le necessarie modifiche alla normativa vigente per consentire a tutti i pazienti di poter accedere nel modo più agevole possibile alle prestazioni di cui necessitano, attraverso l'introduzione della possibilità di ottenere la prestazione sanitaria presso strutture private non accreditate a fronte del pagamento del ticket sanitario regionale.

Nel frattempo la Regione Veneto ha anche annunciato investimenti per più di 50 milioni di euro per l'acquisto di materiali e strumentazioni sanitarie, scatenando però le critiche delle opposizioni in consiglio regionale. «Investire in tecnologia va bene, ma sarebbe meglio impiegare queste risorse per l'assunzione di specialisti: non parleremmo più di liste di attesa interminabili e pronto soccorso bloccati, né saremmo costretti a richiamare al lavoro medici pensionati o a fare reclutamento all'estero», hanno affermato i consiglieri Cristina Guarda, Piero Ruzzante e Patrizia Bartelle. «La tecnologia è indispensabile, occorre però sempre qualcuno che la usi - hanno aggiunto - Senza personale adeguato, le apparecchiature rischiano di essere inutili».

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Sanità, carenza di medici. «Nel 2025 in Veneto ne mancheranno 500»

VeronaSera è in caricamento