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Aifa autorizza il Vaccino AstraZeneca e sugli over 55 precisa: «Ok senza fattori di rischio»

Il nuovo vaccino efficace al 59,5% può essere usato anche in soggetti con più di 55 anni. Il presidente dell'Aifa Giorgio Palù: «Abbiamo una ulteriore arma contro la pandemia»

Aifa, l'Agenzia italiana del farmaco, ha autorizzato il vaccino AstraZeneca per la prevenzione della malattia Covid-19 nei soggetti al di sopra dei 18 anni, così come da indicazione dell'Ema, l'Agezia europea per i mediciali. «L’arrivo di un terzo vaccino rappresenta un importante contributo alla campagna vaccinale in corso», ha commentato il direttore generale di Aifa Nicola Magrini e «Aifa ha fornito indicazioni per ottimizzare l’utilizzo dei vaccini esistenti sfruttandone al meglio le diverse caratteristiche».

La Commissione tecnico-scientifica (Cts) dell’Agenzia, riunitasi il 30 gennaio 2021, ha confermato la valutazione dell’Ema sull’efficacia, pari al 59,5%, nella riduzione delle infezioni sintomatiche da Covid-19, oltre che sul rapporto beneficio/rischio favorevole del vaccino. Si ha quindi oggi una nuova valida opzione aggiuntiva nel contrasto della pandemia, anche in considerazione della maggiore maneggevolezza d’uso di questo vaccino. Si tratta di uno strumento che rafforza la campagna vaccinale in Italia e, seppure i dati a disposizione indichino una efficacia inferiore a quella degli altri due vaccini disponibili, Aifa in una nota evidenzia come «la comparazione tra i tre vaccini sia difficile, tenuto conto delle diversità delle popolazioni studiate e della necessità di completare gli studi».

In particolare, i dati degli studi registrativi del vaccino AstraZeneca mostrano un livello di incertezza nella stima di efficacia nei soggetti sopra i 55 anni, in quanto tale popolazione (nella quale tuttavia si è osservata una buona risposta anticorpale) era scarsamente rappresentata. Nel tentativo di contestualizzare le migliori condizioni di utilizzo di questo vaccino rispetto agli altri vaccini disponibili (BioNTech/Pfizer e Moderna) e sottolineando che una valutazione conclusiva potrà avvenire solo al termine degli studi clinici in corso, la Commissione tecnico-scientifica (CTS) dell’Agenzia italiana del farmaco ha suggerito:

  1. «Un utilizzo preferenziale dei vaccini a Rna messaggero nei soggetti più anziani e/o più fragili. Per la definizione di specifiche categorie di rischio si rimanda a quanto previsto dal piano strategico per la vaccinazione anti Sars-CoV-2/Covid-19 del Ministero della Salute».
  2. «Un utilizzo preferenziale del vaccino AstraZeneca, in attesa di acquisire ulteriori dati, in soggetti tra i 18 e i 55 anni, per i quali sono disponibili evidenze maggiormente solide». In un aggiornamento del parere dell'Aifa, datato lunedì 1 febbraio, è stato poi specificato dalla Commissione tecnico-scientifica che «si ribadisce tuttavia che, sulla base dei risultati di immunogenicità e dei dati di sicurezza, il rapporto beneficio/rischio di tale vaccino risulta favorevole anche nei soggetti di età più avanzata che non presentino specifici fattori di rischio».

La Commissione si è riservata infine di fornire indicazioni puntuali su aspetti più specifici, quali l’intervallo tra la somministrazione delle due dosi, a seguito di ulteriori approfondimenti. «Abbiamo una ulteriore arma contro la pandemia - osserva in conclusione il Presidente Giorgio Palù - Altre presto se ne aggiungeranno. È auspicabile un approccio integrato tra vaccini e terapie anti Covid-19 attualmente in uso e in sperimentazione». 

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