Artrite reumatoide, in arrivo un nuovo trattamento per i pazienti

Il professor dell'università di Verona Maurizio Rossini: «Si tratta di un importante progresso terapeutico di cui presto speriamo potranno beneficiare anche i nostri pazienti con artrite reumatoide»

Foto di repertorio

In Europa quasi 3 milioni di persone, di cui circa 400.000 in Italia, convivono con l’artrite reumatoide, la maggior parte delle quali non raggiunge la remissione e soffre per il dolore, l'affaticamento, la rigidità articolare mattutina e le riacutizzazioni della malattia. «L'artrite reumatoide è una patologia infiammatoria cronica autoimmune che può essere fortemente disabilitante e che può compromettere in maniera importante la qualità della vita. In Veneto si stimano circa 38mila persone con artrite reumatoide. La sua prevalenza è maggiore nelle donne (che risultano affette dalle due alle tre volte in più rispetto agli uomini) e può colpire anche in giovane età - ha dichiarato Maurizio Rossini, professore ordinario di reumatologia nell'università di Verona e direttore di reumatologia dell'Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona - Il suo bersaglio è costituito primariamente dalle articolazioni, che diventano gonfie, dolenti e, soprattutto al mattino, molto rigide con conseguenti difficoltà e limitazioni nei movimenti. Se trattata in maniera non adeguata, si verificano deformazioni articolari nell'80% dei casi e il 40% delle persone rischia di non essere più in grado di compiere la propria attività lavorativa».

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La Commissione Europea ha recentemente approvato un nuovo trattamento per l'artrite reumatoide attiva, di grado da moderato a severo. Si chiama upadacitinib di AbbVie e si somministra una volta al giorno per via orale. In un’elevata percentuale di pazienti porta alla remissione clinica e il suo arrivo in Italia e in Veneto è atteso nei prossimi mesi. «Accogliamo con entusiasmo il parere favorevole della Commissione Europea. Come è stato osservato nel corso di uno dei più vasti programmi di sperimentazione clinica sull’artrite reumatoide, upadacitinib ha dimostrato di migliorare in modo significativo i segni e i sintomi della malattia. L’elevata capacità di raggiungere la remissione clinica è uno degli elementi differenzianti del farmaco, uno stato in cui i sintomi sono più gestibili e potrebbero non esercitare alcun impatto sulle attività quotidiane. Si tratta di un importante progresso terapeutico di cui presto speriamo potranno beneficiare anche i nostri pazienti con artrite reumatoide attiva di grado da moderato a severo», ha concluso il professor Rossini.

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