La regione annuncia: «Pronti 80 nuovi medici per i Pronto Soccorso del Veneto»

Soddisfatto il presidente Luca Zaia: «Smentita la bugia dell'anno»

Il governatore del Veneto Luca Zaia - immagine d'archivio

Si è conclusa la seconda parte del corso che ha formato medici destinati ai Pronto Soccorso del Veneto. Complessivamente si tratta di 80 professionisti, gli ultimi 44 dei quali hanno concluso il loro percorso il 6 dicembre, in ottemperanza a quanto riportato dal bando "MEST DGR n. 767" del 28 maggio del 2018.

Si tratta di medici destinati prevalentemente al Pronto Soccorso, ma che potranno essere utilizzati anche nelle emergenze sanitarie territoriali. «In tempi brevissimi, massimo alcuni giorni, ottanta nuovi medici verranno assunti dal sistema sanitario veneto per essere inseriti nei Reparti di Pronto Soccorso. La carenza di camici bianchi, non solo nell’emergenza-urgenza, è enorme (56.000 in Italia, almeno 1.300 in Veneto), ma qui non stiamo con le mani in mano e questo è il successo di uno dei tanti filoni di reperimento che abbiamo attivato». Ne dà notizia lo stesso Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, soddisfatto perché, «tra mille difficoltà, siamo riusciti a dare una importante boccata d’ossigeno a un punto nevralgico del nostro sistema di assistenza, a un’area prioritaria di intervento».

Si tratta di medici, stando a quanto si legge in una nota della regione Veneto, in parte di continuità assistenziale (l’ex guardia medica), «in parte che hanno concluso la formazione triennale per la medicina generale» e che hanno seguito un apposito corso regionale per il conseguimento dell’«idoneità all’esercizio di attività di Emergenza Sanitaria Territoriale, sulla base di uno specifico bando». Una possibilità che, si legge sempre nella nota stampa, sarebbe «contemplata dall’Accordo Collettivo Nazionale (ACN) per la Medicina Generale del maggio 2005».

«Per l’ennesima volta – afferma il governatore del Veneto Luca Zaia – viene sbugiardato con i fatti chi ha ostinatamente sostenuto per mesi e mesi che il problema era la Regione che non voleva assumere, la bugia dell’anno che sta per finire. È una battaglia vinta, in un cammino ancora lungo e complesso – conclude Zaia – per fronteggiare una situazione determinata da anni di scelte nazionali sbagliate in tema di formazione e accesso alla professione dei medici».

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