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Mercoledì, 18 Maggio 2022
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Veneto zona gialla, Zaia avverte: «Non è finita, responsabilità o torniamo arancioni o rossi»

Il presidente del Veneto Zaia: «Le zone non sono un gioco a premi dove si vince o si perde»

«Ho avuto una conversazione col ministro Speranza che mi ha confermato che il Veneto diventerà zona gialla. Ma, come ho sempre detto, le zone non sono un gioco a premi dove si vince o si perde. Dobbiamo prendere atto che siamo ancora nel pieno della pandemia, ed è fuori luogo pensare che sia finita. Non è catastrofismo, ma la presa d’atto di quello che accade, non solo in Italia, ma in tutta Europa». Così il goveratore del Veneto Luca Zaia ha commentato la firma della nuova ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza con la quale cesseranno da lunedì 1 febbraio di applicarsi in Veneto le restrizioni previste per la zona arancione.

Scarica l'ordinanza del ministro della Salute 29 gennnaio 2021

«Il ritorno in area gialla va vissuto da ognuno di noi con responsabilità, - ha poi aggiunto il presidente del Veneto Luca Zaia - evitando gli assembramenti, indossando in modo maniacale la mascherina e igienizzando con grande frequenza le mani, perché in un battibaleno lo scenario potrebbe cambiare in arancio o in rosso, e quindi portare a nuove chiusure. Non guardiamo solo a noi, ma anche all’Europa, dove la Germania è in lockdown duro ma fatica a uscirne, la Francia ha annunciato nuove dure restrizioni, come l’Inghilterra che ha superato i centomila morti, la Spagna sta ricominciando a crescere. Questo per capire che il rischio di considerarsi un’isola felice va assolutamente evitato».

Un invito quindi molto esplicito da parte del presidente del Veneto Luca Zaia, rivolto a tutti i cittadini, affinché nei comportamenti quotidiani si cerchi con la massima attenzione di rispettare tutte le regole di igiene e distanziamento interpersonale previste per il contenimento del contagio. «La sanità del Veneto ci mette e ci metterà tutto l’impegno umanamente e strutturalmente possibile. Con la prevenzione, i controlli, il contact tracing ed il monitoraggio di tutto quanto accade nella comunità per essere tempestivi nel monitorare e nell’intervenire, con il lavoro strenuo di tutti i sanitari in tutti gli ospedali. Anche se la vita potrà sembrare riavvicinarsi alla normalità come movimentazione complessiva, - ha quindi concluso il presidente Zaia - la vera sfida si dovrà combattere ancora, perché se le cose peggiorano gli ospedali rischiano il collasso, e se vanno in collasso gli ospedali non potranno più essere garantite le migliori cure ai malati Covid ma anche a tutti i portatori di altre patologie. Evitarlo è la sfida che tutti noi dobbiamo contribuire a vincere».

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