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Domenica, 2 Ottobre 2022
Politica Centro storico / Piazza Bra

Tre veneti nel governo giallorosso, Zardini: «Garanzie di impegno per nostra regione»

Così il deputato veronese Diego Zardini: «Avranno dossier complicati da affrontare»

Tre esponenti veneti entrano nella squadra del Governo Conte bis come sottosegretari, dopo la nomina di Federico D'Incà (M5S) a ministro ai Rapporti con il Parlamento.

Come riferito anche dall'Ansa, si tratta di Andrea Martella, veneziano, coordinatore nazionale della segreteria del Pd, è stato nominato sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all'Editoria. Al ministero dell'Interno è stato invece nominato Achille Variati (Pd), già consigliere e vicepresidente del Consiglio regionale del Veneto, sindaco di Vicenza e presidente della Provincia, oltre che presidente dell'Upi. Infine, all'Economia fa ritorno Pierpaolo Baretta (Pd), che aveva ricoperto il medesimo incarico con i governi Letta, Renzi e Gentiloni. 

L’ingresso di tre veneti con una lunga esperienza amministrativa, di governo e parlamentare è stato commentato con soddisfazione dall'On. veronese Diego Zardini, quale «ultimo atto che chiude la crisi politica innescata da Salvini ai primi di agosto».

«I sottosegretari Variati, Baretta e Martella, - ha dichiarato il deputato Pd Diego Zardini - danno garanzie di impegno per la nostra regione e per l’Italia. Avranno dossier complicati da affrontare e una serie di sfide che richiedono sinergia e lavoro di squadra. Come sempre siamo pronti a collaborare sulle numerose questioni aperte in Veneto».

«Oltre alle azioni di emergenza, come la sterilizzazione dell’aumento dell’Iva, la messa in sicurezza del bilancio dello Stato ed evitare l’esercizio provvisorio, - ha spiegato Zardini - tra le priorità della nuova maggioranza ci sono il lavoro, l’ambiente e l’autonomia, a cui ha fatto esplicito riferimento il presidente del Consiglio Conte nel suo discorso. Confermata anche la politica europeista e la proiezione atlantica dell’Italia per un programma che, anche grazie alla recuperata reputazione europea e al dialogo con gli altri Paesi del mercato unico, può garantire stabilità e, ci auguriamo, una serie di politiche anticicliche per contrastare efficacemente la congiuntura economica negativa».

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