Lunedì, 15 Luglio 2024
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Etichette alcolici con avvertenze sanitarie, in Irlanda è legge. Zaia: «Rischio incombente sulla nostra filiera vitivinicola»

«Purtroppo, - ha dichiarato Zaia - c’è un’Europa che, ancora una volta, assiste inerme alla messa in pericolo dei propri prodotti più rappresentativi e affermati sui mercati»

In Irlanda è appena stato convertito in legge il regolamento che prevede di etichettare gli alcolici con apposite "avvertenze sanitarie". Si tratta, come ormai noto, del primo caso di un paese membro dell'Unione europea che adotta questo tipo di misura, ovvero di informare i consumatori circa i cosiddetti "rischi" che anche il semplice consumo di alcol porterebbe con sé. In Italia, così come in Veneto e nel Veronese in particolare, si è già da tempo sollevato un ampio dibattito tra chi sostiene sia necessario distinguere sempre tra "abuso" e "consumo" di alcolici e chi invece giudica appropriata la scelta irlandese.

A caldo, in queste ore, è intervenuto ancora una volta in prima persona il governatore del Veneto Luca Zaia, il quale non ha mai fatto mistero della sua contrarietà rispetto all'iniziativa dell'Irlanda: «La legge irlandese, - ha dichiarato il presidente della Regione Veneto - frutto del colpevole silenzio dell’Unione, che prevede l’etichettatura degli alcolici con avvertenze sanitarie è un rischio incombente sulla nostra filiera vitivinicola. Ma è anche un attacco ad un simbolo della nostra tradizione e identità, relegato da questo provvedimento a semplice "bevanda", in barba ad ogni logica, studio, approfondimento culturale o scientifico».

Il governatore Luca Zaia, sempre con riguardo all’etichettatura del vino con messaggi di pericolo per la salute, della quale è stata appunto annunciata la conversione in legge dalle autorità di Dublino, ha quindi aggiunto: «Purtroppo, c’è un’Europa che, ancora una volta, assiste inerme alla messa in pericolo dei propri prodotti più rappresentativi e affermati sui mercati, simbolo di una produzione che non esito a definire "monumentale e identitaria" oltre che caratterizzata da un consumo tradizionale da millenni. Come i monumenti più preziosi anche il nostro vino deve essere difeso da quello che appare davvero uno sfregio: assimilare il consumo del vino, nella grandissima maggioranza dei casi responsabile ed estremamente limitato, ad un mero rischio per la salute, - ha ribadito il governatore del Veneto Luca Zaia - svela ancora più dell’incomprensibile ambiguità di chi approva simili norme, la passività di un’Europa che nella difesa e nella tutela delle sue produzioni più tipiche rinuncia ad essere efficace».

Sulla stessa lunghezza d'onda si è espressa anche la senatrice Mara Bizzotto, vicepresidente vicario del gruppo Lega al Senato, la quale ha definito il provvedimento irlandese «un pericolosissimo attacco al settore vitivinicolo del nostro paese, che è il maggior produttore ed esportatore di vino al mondo, con oltre 14 miliardi di fatturato». 

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