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Zaia a Roma per l'autonomia del Veneto: «Il Governo batta un colpo»

Il presidente della Regione ha partecipato ad un incontro con il ministro Erika Stefani ed è intervenuto nella commissione parlamentare per l'attuazione del federalismo fiscale

 

Giornata romana dedicata ai temi dell’autonomia, oggi 3 aprile, per il presidente della Regione Veneto Luca Zaia.

Zaia ha partecipato ad un incontro convocato dal ministro per gli affari regionali Erika Stefani con tutti i presidenti delle regioni italiane sul tema dell'autonomia differenziata prevista dall'articolo 116 della Costituzione.

Successivamente, il presidente del Veneto è intervenuto in audizione di fronte alla commissione parlamentare per l'attuazione del federalismo fiscale. Nel suo discorso alla commissione, Zaia ha definito la battaglia per l'autonomia «una sfida decisiva per la ripresa del Paese».

Si tratta di dare finalmente attuazione, nel pieno rispetto del principio di unità e indivisibilità della Repubblica e in attuazione del principio di leale collaborazione tra livelli istituzionali, alla disposizione della nostra Costituzione che consente e prevede l'abbandono dell'attuale interpretazione del regionalismo, fino ad ora improntato esclusivamente ad una logica di uniformità, che non ha premiato le realtà virtuose e non ha stimolato la crescita dei territori - ha detto Zaia - A chi paventa che mediante il regionalismo differenziato si voglia spaccare l'Italia, introducendo divari inaccettabili tra diverse aree del Paese, voglio evidenziare che già oggi in Italia abbiamo importanti situazioni di divaricazione in termini di servizi al cittadino. Il divario può essere causato non da una diversa distribuzione di risorse, ma da una diversa capacità di spendere le risorse, oltre che da fattori di contesto. E appare indispensabile abbandonare la logica dei tagli lineari alla spesa degli enti territoriali, che non tiene conto di alcun criterio di buona amministrazione. È necessario tagliare solo la spesa improduttiva e inefficiente, consentendo invece alle amministrazioni virtuose di fare investimenti utili e di attuare politiche che imprimano una spinta positiva all'economia. D'altro canto, sempre nell'ottica di garantire la qualità dei servizi e delle prestazioni offerti ai cittadini, appare necessario che laddove le risorse non risultino bene utilizzate vi sia una maggiore presenza dello Stato.

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