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Voto fantasma in consiglio comunale a Verona, giallo risolto: idea di Tosi

L'ex sindaco ha architettato il voto di un assente per mostrare una falla nel sistema che gestisce le attività dei consiglieri che partecipano da remoto. Una mossa che non è piaciuta al consigliere di minoranza Ferrari

È durato poco il giallo del voto fantasma nel consiglio comunale di Verona. Venerdì scorso, 23 luglio, qualcuno ha votato al posto del consigliere comunale Andrea Bacciga. Il fatto è stato subito scoperto e ieri è stata ufficialmente presentata denuncia alla polizia postale. Oggi, il colpevole è uscito allo scoperto. Il consigliere comunale Flavio Tosi ha ammesso di aver architettato la sostituzione al momento del voto del consigliere Bacciga come gesto provocatorio. Lo scopo dell'ex sindaco era quello di mostrare una falla nel sistema che gestisce la partecipazione e i voti dei consiglieri comunali da remoto. Il tutto per richiedere che i consiglieri che prendono parte alle sedute del consiglio in via telematica dimostrino la loro presenza al momento del voto accendendo la web cam.

Una richiesta che Tosi formalizzerà questo pomeriggio nell'incontro con il prefetto Donato Cafagna, insieme agli altri consiglieri comunali di minoranza. «Gli esporremo il comportamento dei consiglieri di maggioranza che si rifiutano, malgrado le sollecitazioni dello stesso presidente del consiglio comunale, di palesarsi sulla piattaforma informatica impedendo così di capire chi è che effettua la votazione», ha spiegato Michele Bertucco, consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune.

Ma non tutti i consiglieri comunali di opposizione condividono quanto è stato fatto dal consigliere Tosi. Tommaso Ferrari, consigliere di Traguardi, critica l'ex sindaco: «Peggio di chi vota al posto di un altro consigliere comunale, c'è solo Flavio Tosi che prova a far passare un illecito come una provocazione a fin di bene. Un po' come rapinare una banca per dimostrare che non è custodita a sufficienza. Il tentativo dell'ex sindaco di indossare i panni del giustiziere solitario malcela un atto grave, da censurare e condannare, indice della superficialità che governa certa politica, dove tutto può diventare gioco, scherzo o battuta. Siamo dell'idea che serva serietà nel partecipare alle votazioni da remoto, in primis dando prova della propria presenza accendendo la telecamera, ma è indubbio che dai propri rappresentanti istituzionali i cittadini meritino tutt'altro esempio rispetto a quello di cui Tosi ha dato prova».

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