Martedì, 19 Ottobre 2021
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Posata la "prima pietra" del filobus. Il Pd: "Ma il progetto esecutivo non è ancora pronto"

Il sindaco Tosi e l'assessore Corsi hanno dato il via ufficiale dei lavori per la realizzazione del nuovo sistema filoviario cittadino, con l'apertura del cantiere dell'area deposito ma dall'opposizione arrivano le critiche

Il Sindaco Flavio Tosi e l’assessore alla Mobilità Enrico Corsi hanno dato ieri mattina, in Strada della Genovesa, il via ufficiale dei lavori per la realizzazione del nuovo sistema filoviario cittadino, con l’apertura del cantiere dell’area deposito alla Genovesa. Presenti gli assessori comunali Pier Luigi Paloschi, Antonio Lella e Francesco Marchi, il presidente di Amt Germano Zanella, il presidente dell’Aeroporto Catullo Paolo Arena ed il direttore Generale Atv Stefano Zaninelli.
“Un momento storico per la città di Verona – dichiara il Sindaco Tosi – che dopo oltre 20 anni d’attesa vede oggi l’avvio ufficiale dei lavori di uno dei più importanti progetti sostenuti dall’Amministrazione comunale che, nell’arco di 3 anni, darà alla città una fondamentale infrastruttura per il potenziamento del servizio di trasporto pubblico urbano”.
Soddisfazione espressa anche dall’assessore Corsi, per il quale “siamo finalmente al via dei lavori di un intervento che porterà alla realizzazione di un sistema di trasporto cittadino tecnologicamente innovativo e funzionale, con una rete di 24 chilometri di linea, articolata su due direttrici (San Michele – Stadio e Borgo Roma – Ca’ di Cozzi), ed una tempistica di realizzazione certa, per non oltre 1100 giorni di lavori. In particolare, sull’area alla Genovesa, un lotto di 105 mila metri quadri di proprietà comunale – sottolinea Corsi – saranno realizzati i depositi per il sistema di trasporto pubblico tradizionale urbano e filoviario; la nuova area ufficio-direzionale, per 3 mila metri quadri di superficie; le grandi officine, per oltre 8 mila metri quadri di superficie. Inoltre, nella parte a nord dell’area deposito, troverà posto il parcheggio scambiatore della Genovesa, con la costruzione di 5 mila posti auto”.
La progettazione del filobus – opera che richiede un investimento complessivo di 140 milioni coperti per il 60% da finanziamento statale e dal 40% da risorse di Amt – è stata affidata nel 2009 all’Azienda Mobilità Trasporti dall’Amministrazione comunale. I costi d’intervento riguardano nello specifico: opere edili per circa 46 milioni di euro, realizzazione impianti elettrici e sottostazioni per circa 27 milioni di euro, costruzioni e fornitura veicoli per circa 40 milioni di euro, oneri per la sicurezza per circa 822 mila euro ed 836 mila euro per la progettazione esecutiva.

Una cerimonia di cui l'opposizione fatica a capire il senso, come spiega il capogruppo del Pd in una nota diffusa:

A quante cerimonie di posa della prima pietra dovremo assistere prima che i cantieri del filobus partano sul serio? La domanda è legittima dal momento che gli uffici di Amt mi hanno confermato che il progetto esecutivo dell'opera, senza il quale non può essere aperto nessun cantiere, non è ancora pronto. Nella migliore delle ipotesi il documento arriverà alla fine di febbraio. Di conseguenza, la posa della prima pietra tenuta oggi (ieri, ndr) alla Genovesa (che segue quella di 'inizio lavori' nel piazzale della stazione di Porta Nuova del dicembre scorso) può essere considerata al massimo una bicchierata tra amici, se non fosse che ha fatto perdere del tempo anche ai professionisti e ai cittadini che seguono l'evoluzione della vicenda. Al Sindaco e all'assessore alla Mobilità propongo una divagazione sul tema: perché non posano una prima pietra anche per il parcheggio scambiatore di Cà di Cozzi e per quello di San Michele? Lo sanno benissimo che senza i parcheggi scambiatori prescritti dalla Conferenza dei Servizi il filobus non potrà mai entrare in funzione, ma ad oggi tali strutture sono soltanto sulla carta dal momento che la loro effettiva realizzazione è stata legata all'avvio di opere (come il traforo delle Torricelle e il terzo centro commerciale a Verona Est) che molto probabilmente non vedranno mai la luce. Allora si chiede un po' più di serietà, la città non ha bisogno di una giunta taglia nastri: meno chiacchiere e più fatti, come era nelle promesse elettorali del 2007 prima e del 2012 poi. Altrimenti, di questo passo, con una pietra al mese, il filobus sarà pronto nel 2100!

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