Giovedì, 21 Ottobre 2021
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VeronaMercato, nomina del Cda, Pd veronese all'attacco: "familismo e incarichi multipli"

A una settimana dalla nomina dei nuovi membri del consiglio di amministrazione, i consiglieri di minoranza Bertucco e Segattini si chiedono se la scelta fatta sia il meglio che la città possa offrire

I primi di luglio è stato nominato il nuovo consiglio di amministrazione di VeronaMercato, o meglio, Flavio Tosi ha nominato i membri che rappresentano il Comune di Verona nel Consiglio e nel collegio sindacale. A circa una settimana dalla nomina, arriva un tagliente commento dei consiglieri comunali del Partito Democratico Michele Bertucco e Fabio Segattini. I due parlano di familismo e incarichi multipli, ma soprattutto si chiedono se ciò è quanto di meglio la città ha da offrire.

In una nota congiunta, i due consiglieri dichiarano: "La figlia del consigliere di amministrazione uscente, il parente della consigliera comunale, la fidanzata del dirigente: chi sperava che la politica potesse avere un briciolo di pietà per Verona Mercato, il più grande mercato ortofrutticolo d'Italia, già prostrato dalla gestione della presidente uscente Erminia Perbellini (costretta alle dimissioni, lo ricordiamo, in seguito ai pesantissimi rilievi del Collegio dei Garanti) si dovrà ricredere amaramente: scorrendo la lista dei nuovi consiglieri di amministrazione dell'ente abbiamo la conferma pratica che il familismo non è problema che riguardi soltanto Roma o le università del Sud. Ancora una volta la composizione del cda è stata fatta col bilancino del farmacista avendo a mente le vicinanze politiche e personali più che la rappresentatività del settore o le competenze necessarie al rilancio di questa bistrattata azienda. Competenze che ritroviamo certamente nella figura di Damiano Berzacola, ex presidente Coldiretti Verona, ma che è già consigliere di amministrazione del Consorzio Zai e vicepresidente di Verona Fiere. E' bene consentire di cumulare tanti incarichi? Nutriamo invece seri dubbi sulle conoscenze ortofrutticole di Bruno Tacchella, notoriamente rappresentante dei tassisti veronesi, che ricopre già l'incarico di consigliere in Quadrante Servizi, e di Massimo Mariotti, di professione tuttologo, avendo questi scorrazzato per tutti i cda degli enti comunali. Dove sono i manager e i professionisti che dovrebbero rilanciare il mercato? È questo il meglio che le istituzioni cittadine riescono ad esprimere? Mariotti, per esempio, attualmente occupa ben tre poltrone: è presidente di Acque Veronesi in quota Comune/Agsm, consigliere del Consorzio Zai in quota alla Provincia di Verona e consigliere di Verona Mercato in quota alla Camera di Commercio. La promozione a presidente di Dalla Bernardina, vice della Perbellini fino a poco tempo fa, non è indicativa di rottura col passato ma, al contrario, di continuità. Non da ultimo, colpisce l'assenza di un rappresentante della cooperativa Facchini: qual è la logica di tale esclusione? O si sceglie di lasciare fuori dal cda chi opera nel mercato, compresi anche i commercianti (linea preferibile) o si mettono tutti dentro, facchini compresi".
 

Come avviene per ogni nomina comunale, e non solo a Verona, in molti si interrogano sulle competenze dei nominati. In questo caso, nel mirino il grande mercato frutticolo, scosso dalle dimissioni della sua presidentessa Erminia Perbellini, avvenute in febbraio.

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