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Il sindaco Tosi pensa ad un traforo dimezzato e l'opposizione insorge

L'amministrazione comunale vaglia, con l'aiuto di un avvocato romano l'ipotesi, di iniziare l'opera costruendo una sola galleria e dal Pd giunge la replica: "Progetto inutile e nocivo per persone e territorio"

Da poche ore è stata divulgata la notizia della possibilità di costruire inizialmente soltanto una galleria del tanto discusso traforo delle Torricelle ma le polemiche non si sono fatte attendere. 

Quella di dimezzare l'opera è soltanto un'ipotesi che l'amministrazione comunale e Technital stanno vagliando, con lo scopo principale di ammortizzare i costi con i primi pagamenti di pedaggio e di dividere la forte spesa. La somma totale si aggira sugli 805 milioni di euro per una strada di 13.2 chilometri che sarebbe composta da due gallerie a doppia corsia, che vanno da Poiano alla zona di Avesa, un pezzo di strada successivo in trincea fino allo svincolo di Ca' di Cozzi. Il resto poi sarebbe scoperto fino alla bretella di Verona Nord. L'opera include anche il parcheggio scambiatore di Ca' di Cozzi, la foresteria per familiari di pazienti all'ospedale di Borgo Trento, l'autoparco per i camion e le stazioni di servizio.

La gestione andrebbe poi per 49 anni alle ditte costruttrici, che si ripagherebbero dell'ingente investimento fatto con i pedaggi e il ricavato della vendita delle parti aggiuntive. Il tutto diventerà poi proprietà del Comune. 

L'amministrazione comunale si è rivolta allo studio romano dell'avvocato Arturo Cancrini per capire se dal punto di vista legale la cosa è di possibile esecuzione. Infatti alla gara d'appalto hanno partecipato anche altre cordate, che potrebbero contestare questa modifica a posteriori. 

Dall'opposizione però non si fanno attendere le repliche a questa idea. In una nota diffusa, firmata dai consiglieri comunali per il Pd Michele Bertucco, Stefano Vallani ed Elisa La Paglia, si contesta non solo l'opera in sè ma anche altre iniziative promosse dalla giunta del sindaco Flavio Tosi:

"L'idea del piccolo traforo si sposa perfettamente con quella del piccolo inceneritore che vogliono fare a Cà del Bue, della piccola tramvia sostituita dall'inutile filobus, del piccolo aeroporto destinato a diventare succursale di Venezia, del piccolo Centenario con le gradinate mezze vuote, fornendoci una misura abbastanza precisa di quanto grande sia il fallimento dell'amministrazione Tosi. Al di là di quello che dirà lo studio Cancrini, nessuno potrà stravolgere a tal punto un progetto formalmente giunto alla fine del suo iter, con la logica conseguenza che si dovrà ricominciare tutto da capo.

Da tempo mettiamo in guardia l'amministrazione sulla insostenibilità di quest'opera ma la testardaggine del sindaco ha finito per fargli terra bruciata attorno: ora si trova per le mani un progetto faraonico, assolutamente inutile e nocivo per persone e territorio, non bancabile e privo di soggetti idonei a realizzarlo, visto che le imprese che si erano candidate a farlo sono fallite o sono sotto la lente della magistratura.

Anziché continuare a spendere denaro pubblico in salatissime consulenze per rattoppare e modificare gare già fatte, tali risorse potrebbero essere usate per progetti davvero utili alla mobilità della città, a cominciare dal potenziamento delle ciclabili e del trasporto pubblico".

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