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Verona, Tosi conferma Salvini leader: il sindaco fischiato e poi osannato. "Ancora Zaia in Regione"

Al congresso prorogato il mandato da segretario federale fino al dicembre 2016. Il primo cittadino scaligero: "Io sempre leale a sostenerlo così come Luca, nostro candidato naturale. Centrodestra ok, ma lasciamo perdere Berlusconi"

Accolto in malo modo e poi osannato. Ciò che è successo al sindaco Flavio Tosi a Padova sembra essere in linea con quanto sta accadendo nel suo partito. La Lega Nord, a pezzi dopo il risultato elettorale e il cambio di guida da Bossi a Maroni fino a Salvini, sta recuperando consensi e ci crede. Al congresso organizzato nella città del Santo, oggi governata dal sindaco del Carroccio, Massimo Bitonci, il mandato di segretario federale di Matteo Salvini è stato prorogato fino al 15 dicembre 2016. Un anno e mezzo in più di quello che era stabilito per dimostrare di “saperci fare”, di poter traghettare il popolo “padano” come ai tempi di Bossi. E anche il sindaco Flavio Tosi, attuale segretario veneto della Lega, deve essere della partita. Facile intuire le sue doti di trascinatore: prova ne sono i voti ottenuti alle elezioni europee, e prima ancora la riconferma a sindaco di Verona. E così i fischi, arrivati una volta salito sul palco, si sono trasformati in applausi al termine del suo intervento.

Il sottoscritto è stato leale e uno dei primi a sostenere il candidato Salvini a segretario. Mi confrontai con Salvini e Maroni e dissi una cosa sola: sappiate che, in merito all'euro, sarò sempre della linea che tecnicamente è molto complicato uscirne perchè é una gabbia costruita bene. La Lega deve tornare al 12 percento - ha proseguito Tosi - e quello lo conquisti recuperando chi non ci ha votato, e lo fai magari anche puntando a chi vorrebbe cambiare le regole dell'euro, non uscirne". Tosi ha messo in guardia contro gli eccessi di unanimismo: "Non bisogna essere tutti soldatini, bisogna cercare di guadagnare consenso, lavorare per il movimento".

Le elezioni, secondo Tosi, sono prove da superare e ad ora sembra che la scommessa sia stata vinta, anche solo in parte: “Se non ci fossero state le civiche di Maroni in Lombardia e di Bitonci a Padova non vincevamo le elezioni: significa convincere delle persone che magari non la pensano esattamente come la Lega ma che vogliono fare un percorso assieme". E” poi ecco l’endorsement: “Per le prossime elezioni regionali l'ho sempre detto che abbiamo un governatore uscente in Veneto che è un candidato naturale per la presidenza del Veneto - ha aggiunto - chi può essere se non Zaia il candidato?”.

E poi ne è sicuro: le elezioni politiche saranno "prima di quello che si pensi perchè Renzi ha detto che avrebbe fatto le riforme in cento giorni, ora i giorni sono diventati mille", se si va da soli ok, "ma se si decide di andare con il centrodestra non si vede perchè la Lega debba sostenere candidati come Berlusconi, Santanchè, Pascale. Tanto più che una parte del centrodestra fa in modo che si porti consenso a Renzi". "La battaglia delle Lega è unitaria - ha concluso - e bisogna farla facendo unità, va predicata e praticata perchè la Lega oggi ha delle potenzialità gigantesche, un segretario federale che piace alla gente. La lotta vera è tra conservazione e chi vuole cambiare".

L'INTERVENTO DI TOSI AL CONGRESSO DELLA LEGA NORD A PADOVA

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