Verona, rimpasto in Giunta comunale sempre più necessario. Giorlo si difende: "Non esco dalla politica"

Secondo alcune indiscrezioni il sindaco Tosi potrebbe puntare a consiglieri e assessori provinciali che stanno terminando il mandato. L'ex assessore allo Sport intervistato: "Mafiosi non ne conosco neanche uno"

La Giunta comunale di Verona dopo l'elezione: Giacino e Giorlo si sono già dimessi

Dimissioni protocollate e diventate ufficiali, il caso dell’assessore allo Sport di Verona, Marco Giorlo, non smette di far parlare. E intanto si alimenta il dibattito, in corso da settimane, sul rimpasto in Giunta comunale, dato che sembrerebbe che alcuni consiglieri ed assessori provinciali, il cui termine mandato è imminente, potrebbero essere chiamati a fare “il proprio dovere” all’interno della squadra di governo di Tosi. Il sindaco scaligero necessita di due assessori sul totale dei dieci presenti prima dello scandalo che ha coinvolto l’ex braccio destro Vito Giacino.

Sempre più insistente il nome del vicepresidente della Provincia, Fabio Venturi, e quello del presidente del Consiglio comunale, Luca Zanotto. Dalle “scuderie” della Lega Nord in Provincia saltano fuori, però, le indiscrezioni su Stefano Marcolini, Luigi Frigotto, Carla De Beni, Ivan Castelletti, Gualtiero Mazzi, Marco Ambrosini. Politici di “razza” e da tempo impegnati nell’amministrazione veronese. Non si nasconde l’importanza della delega all’Urbanistica, che l’attuale vicesindaco Stefano Casali lascerebbe (volentieri?) ad un collega, magari un tecnico d’esperienza. Sono le voci che si rincorrono a Palazzo Barbieri a tenere banco, in politica. Se Zanotto (non propriamente un tecnico) venisse accolto tra gli assessori, alla presidenza del Consiglio comunale potrebbero salire Salvatore Papadia o Ciro Maschio, in buoni rapporti con lo stesso sindaco. Un nuovo nome aiuterebbe anche l’assessore Pierluigi Paloschi, che si sta occupando di Edilizia privata, ad affrontare più serenamente la sua pesante delega al Bilancio.

L’ex assessore Giorlo, intanto, potrebbe sorprendere tutti. Indiscrezioni lo vedono come prossimo candidato al Consiglio regionale. Le “grane” arrivate dopo l’annuncio di un’intervista rilasciata alla trasmissione “Report” di Rai3, l’avrebbero spinto alle dimissioni ma non alla rinuncia della carriera politica, forte di un consenso elettorale che l’aveva portato in municipio con unamarea di preferenze. E dopo la lettera firmata sarebbe passato alla difesa. Come spiega il Corriere Veneto,

neppure un'ora dopo l'annuncio delle dimissioni, si è affrettato a rilasciare un'intervista a Telearena che è stata al centro di mille commenti. Nell'intervista, Giorlo spiega di non avere avvisi di garanzia bensì «purtroppo moltissimi esposti anonimi in Procura contro di me», assicurando però di non avere «nulla da temere, non avendo mai partecipato ad appalti o gare pubbliche». In vista dell'ormai famosa puntata di Report, con le relative voci su cene cui Giorlo avrebbe preso parte insieme a personaggi legati alla 'Ndrangheta, l'ex assessore a domanda risponde: «Le cene che ho fatto sono state con la famiglia Tosi, la sua signora e la mia famiglia: mafiosi non ne conosco neanche uno». Giorlo ribadisce peraltro con molta forza che il suo «obiettivo è di rientrare» in politica rapidamente.

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