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Verona, Tosi e la leadership della destra: "Siano primarie, non 'ereditarie' "

Il sindaco di Verona: "C'e' un passato della Lega, glorioso e importante ma ora c'è una nuova pagina". Berlusconi? "Dovrebbe dimettersi. Nel videomessaggio mi è sembrato triste". Bossi? "Si misuri con gli elettori"

Primarie del centrodestra o no, sta diventando il perno su cui ruota l'intero Carroccio. "Il futuro della Lega è segnato dal congresso del luglio dell'anno scorso, una svolta con Maroni segretario": così il sindaco di Verona, Flavio Tosi, che ad Assisi ha partecipato ad un convegno su ambiente e cura del creato. "C'e' un passato della Lega, glorioso e importante - ha detto Tosi - ma ora c'è una nuova pagina, che si è cominciata a scrivere dallo stesso anno in avanti". Con Maroni? hanno chiesto i giornalisti. "Assolutamente sì" la netta risposta di Tosi. All'ipotesi che la sua fondazione Territorio e libertà che sarà lanciata il 6 ottobre sia l’embrione di un nuovo partito post-Lega, Tosi replica: "Non sarà mai un nuovo partito. Crearne uno non è nelle mie corde. Non farei mai qualcosa contro la Lega. La fondazione è uno strumento per lanciare la mia candidatura, il programma, le primarie. Stop".

"I restyling di facciata non bastano più. Fino a pochi anni fa la gente votava acriticamente i simboli, oggi vota le persone che reputa credibili e capaci. Non è più questione di simbolo". Il Tosi-pensiero è riportato anche nelle pagine del Gazzettino e ai microfoni di radio24. Si tratta di un discorso che il sindaco di Verona e segretario veneto della Lega Nord ripete fin dai risultati, scarsi, delle elezioni amministrative di febbraio e maggio. Alla domanda se ciò valga anche per la Lega, spiega: "Vale per tutti. Infatti la questione è stata accantonata. Il simbolo non è determinante. Conta quello che fai".

"SIANO ELETTORI A SCEGLIERE" - "L'importante non è però che ci sia Tosi o meno alle primarie ma che queste ci siano davvero e che siano vere e aperte in modo da premiare il merito piuttosto che fare delle ‘ereditarie’ con un mandato conferito da Berlusconi. Voglio - ha spiegato Tosi a Radio 24- che siano gli elettori a scegliere il candidato premier e se si terranno le primarie io ci sarò. Poi è ovvio che ci siano anche quelli che all'interno del centrodestra sono contrari a farle. Sono quelli che vivono all'ombra, di rendita e di luce riflessa di Berlusconi e che senza di lui sparirebbero. Penso a qualcuno in particolare ma non faccio nomi". Alla domanda del giornalista Alessandro Milan sul rapporto burrascoso che intercorre con Umberto Bossi e se desiderasse una fuoriuscita del Senatur dal partito, Flavio Tosi ha così risposto: "Non penso debba essere estromesso dalla Lega, sono gli elettori a dover decidere queste cose. Di certo se si cambiasse la legge elettorale introducendo le preferenze, Umberto Bossi, come tutti, dovrebbe misurarsi con queste e guadagnarsi il consenso dell'elettorato. Lui ora ha la carica di presidente della Lega a vita però, in generale, bisognerebbe ragionare se le cariche a vita abbiano un senso oppure no, soprattutto all'interno di istituzioni democratiche come i partiti. La meritocrazia - ha concluso Tosi - non è fatta di ruoli a vita".

L'INTERVENTO DI TOSI IN MP3 A RADIO 24 SULLE PRIMARIE

BERLUSCONI? "TRISTE" - Sul tema delle dimissioni di Silvio Berlusconi, Tosi osserva: "Non mi permetto di entrare in scelte così personali. Se lo facesse, però, darebbe una lezione di stile a chiunque. Andreotti, nel ’93, accusato di mafia rinunciò all'immunità, disse: processatemi. Dimostrò senso dello Stato e delle istituzioni". Nemmeno il videomessaggio gli ha fatto una grande impressione: "Non mi pare abbia lanciato messaggi particolari, l'unica cosa è che l'ho trovato triste. Mi ha dato l'impressione di una persona triste come mi era già sembrato anche nell'ultimo video di qualche tempo fa".

INTERVISTATO SU BERLUSCONI, TOSI: "PERSONA TRISTE" (MP3)

"È innegabile - aggiunge - che se non fosse sceso in politica non avrebbe avuto dalla magistratura tutta questa "attenzione". È anche vero che le questioni aziendali non c’entrano nulla con la politica. In ogni caso il problema della sua decadenza da senatore è tecnico, non politico".

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