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Il presidente di Agsm, Paolo Paternoster

Il presidente di Agsm, Paolo Paternoster

Verona, il Pd attacca Paternoster: "Usa Agsm nelle polemiche leghiste"

Attacco frontale di D'Arienzo e Bertucco alla presidenza dell'azienda municipalizzata per l'energia: "Doppio ruolo con la segreteria provinciale del Carroccio e scende pure in campo contro il governo"

"Un uso partitico e politico di un'azienda pubblica". Secondo il centrosinistra veronese la "vergogna" ha nome e cognome: Paolo Paternoster, presidente di Agsm ed ex di Amia. Un duro atto d'accusa firmato a quattro mani dal capogruppo Pd in Comune, Michele Bertucco, e dal deputato veronese Vincenzo D'Arienzo. "L'aver preso parte domenica alla manifestazione di contestazione al Ministro Cècile Kyenge è una delle cose più sbagliate che il presidente Paolo Paternoster potesse fare e ripropone il tema del suo doppio incarico politico e amministrativo, che deve essere risolto". Paternoster, al vertice dell'azienda partecipata che eroga energia e servizi, da due anni è segretario provinciale della Lega Nord. Vicinissimo al sindaco Flavio Tosi, ne sta appoggiando la candidatura nella presunta Fondazione che lo lancerà come leader del centrodestra.

"Il suo ruolo istituzionale - continuano i politici del Pd - non gli consente di cambiare giacchetta a proprio piacimento e fare ora il leghista contestatore, ora il presidente della maggiore partecipata della città. In quale repubblica delle banane troviamo il presidente della maggiore azienda pubblica scendere in piazza contro il governo? E in quale Comune delle banane troviamo il presidente della maggiore delle aziende partecipate contestare un ministro della Repubblica mentre il sindaco gli sta presentando le sue più umili scuse? La Lega schiera Agsm contro il Governo, come pensa che da questi possa arrivare un supporto in futuro? La sua presenza alla manifestazione mette in cattiva luce la città e l'intero sistema amministrativo veronese e getta una luce sinistra sull'azione di Tosi e la sua amministrazione nel settore delicatissimo e sensibile come la fiscalità e la riscossione delle imposte".

Secondo D'Arienzo e Bertucco, "non è la prima volta che Paternoster fa un uso politico e partitico dell'azienda che rappresenta, prendendo le parti di una parte dei cittadini contro un'altra. E' già accaduto nella contrapposizione tra opposte tifoserie calcistiche. Da utenti Agsm, come tanti veronesi, non lo accettiamo più. I nostri soldi non possono essere così rappresentati. È una vergogna. Ora è tempo che Paternoster si guardi allo specchio e si chieda: quali dei suoi predecessori, da Nicolò a Leoni a Sardos Albertini avrebbe fatto una scelta simile? Poi si dia una risposta e decida: o fa il leghista o fa l'amministratore di azienda pubblica"

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