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Il sindaco Tosi con Achille Variati, sindaco di Vicenza

Il sindaco Tosi con Achille Variati, sindaco di Vicenza

Verona, Ok dalla Camera: passo avanti per la Città metropolitana con Vicenza e Rovigo

Approvato il sub-emendamento di Lega Nord e Pd sulla costituzione di un'area "vasta". Ultimo passaggio al Senato e poi il provvedimento sarà legge. Poi spetterà ai territori fare le scelte e assumere le decisioni definitive

Nuovi spiragli per la costituzione dell'area "vasta" metropolitana tra Vicenza, Verona, Rovigo. Un risultato che soddisfa le forze in campo, dopo anni di insistenza e di dibattiti e arivato dopo la preentazione al ministro per gli Affari regionali, Graziano Delrio. Alla Camera dei Deputati è stato infatti approvato un sub-emendamento sul provvedimento di legge "Città metropolitane" a firma dei parlamentari veronesi Matteo Bragantini (Lega Nord), Gianni Dal Moro (Pd) e Diego Zardini (Pd) che da' la possibilità, qualora due province confinanti che complessivamente raggiungono la popolazione di almeno un milione e 500 abitanti, che i due comuni capoluogo e altri comuni che rappresentano complessivamente almeno 350mila abitanti per provincia, possono ottenere il riconoscimento di "Città metropolitana" purché nella proposta degli enti territoriali venga individuato il comune capoluogo della città metropolitana.

Un "lavoro di squadra" bipartisan, dopo la prima proposta che risale al 2009: "Arriviamo - spiega Dal Moro - ad un punto fermo che da' la possibilità alle provincie e città di Verona, Vicenza e Rovigo di dare l'avvio alla costituzione della città metropolitana con il superamento delle provincie e agganciarci alle prime città metropolitane a suo tempo già individuate". Un obiettivo rincorso da tempo e sostenuto in questi ultimi anni da tutte le forze economiche e sociali della nostra comunità, prefigurando due grandi aree metropolitane venete: la prima Padova-Venezia-Treviso con baricentro Venezia e la seconda Vicenza - Verona - Rovigo con baricentro Verona.

"Sembrava - spiega il parlamentare veronese del Pd - un disegno futuristico. La realtà di oggi ci riempie di soddisfazione. Ora presidieremo l'ultimo passaggio al Senato e poi il provvedimento sarà legge. Poi spetterà ai territori fare le scelte e assumere le decisioni definitive". Nelle intenzioni degli esponenti politici di Lega e Pd, ci sono le intenzioni di arrivare ai fondi Ue. La possibilità di potere ottenere il riconoscimento di città metropolitana potrebbe aprire infatti uno scenario di opportunità e finanziamenti europei.

LA PROVINCIA SCRIVE A NAPOLITANO - Mentre la "città metropolitana" incassava il successo alla Camera, nella seduta di martedì 10 dicembre, il Consiglio provinciale ha approvato un Ordine del giorno con cui si chiede al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, di tutelare le prerogative costituzionali delle Province. L'ordine del giorno ha come oggetto il disegno di Legge Delrio “Disposizioni sulle Città metropolitane, sulle Province, sulle unioni e fusioni di Comuni” e il disegno di Legge costituzionale “Abolizione delle province” ed è stato presentato dalla Lega Nord, raccogliendo però anche l'adesione trasversale di altri consiglieri e approvato con 19 voti favorevoli di Lega, Forza Italia - Pdl, Udc, IdV, Sel e cinque astenuti del Pd.

Il documento impegna il presidente del Consiglio provinciale veronese, Antonio Pastorello, a far pervenire il documento al Capo dello Stato, ai parlamentari veneti, al presidente della Giunta regionale del Veneto, ai consiglieri regionali, ai presidenti delle Province del Veneto, nonché al presidente dell'Unione Province Italiane. Ad ognuno si chiede di agire secondo le proprie competenze contro il Disegno Del Rio.

Il Consiglio provinciale di Verona ha voluto ribadire che le Province sono "enti costituzionalmente previsti e costitutivi della Repubblica, per i quali devono essere previste elezioni democratiche degli organi e le garanzie, anche finanziarie, dello svolgimento delle funzioni fondamentali.
Sottolinea inoltre che la modifica dell'architettura istituzionale della Repubblica può avvenire solo a seguito di modifica costituzionale e non è possibile sopprimere funzioni di area vasta con Legge ordinaria, attribuendole a Regioni o Comuni".

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