Giovedì, 21 Ottobre 2021
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Verona, e alla fine la riserva si scioglie: sei parlamentari tosiani escono dalla Lega. "Vicini a Flavio"

Tre senatori (Munerato, Bisinella e Bellot) e tre deputati (Bragantini, Caon e Prataviera) entrano ufficialmente nel gruppo misto. "Da Milano sono state prese decisioni in modo scorretto e illegittimo e politicamente non comprensibili"

L’avevano annunciato e ora passano ai fatti. Sono sei i parlamentari “tosiani”, tutti veneti, che sono usciti dalla Lega Nord per aderire al Gruppo misto, in attesa di creare un nuovo movimento politico a sostenere il programma comune con il sindaco di Verona, candidato alla Regione dopo la sua cacciata dalla Lega per opera del segretario Matteo Salvini. Al Senato dicono addio Emanuela Munerato di Rovigo, Patrizia Bisinella di Treviso “anche compagna del sindaco di Verona) e Raffaela Bellot di Belluno, mentre alla Camera escono Roberto Caon di Padova, Emanuele Prataviera di Venezia e Matteo Bragantini di Verona.

"Dopo una lunga e sofferta riflessione e un confronto con i nostri territori -scrivono in una nota congiunta - abbiamo deciso di uscire dal gruppo parlamentare della Lega Nord. Riteniamo che l'espulsione del nostro segretario nazionale della Liga Veneta e il commissariamento di fatto del direttivo nazionale della Liga stessa, oltre che il disconoscimento delle legittime decisioni che erano state assunte in consiglio nazionale, siano state prese da via Bellerio in modo scorretto e illegittimo dal punto di vista statutario e politicamente non comprensibile".

Continuano i parlamentari veneti: "Siamo nati come autonomisti e federalisti sia nelle battaglie politiche rivolte all'esterno, sia nella gestione interna al nostro movimento. Questi fatti ci fanno ritenere che la Lega Nord abbia abbandonato la sua vera natura e il suo spirito riformista e federalista, non ammettendo più nemmeno un dibattito e una democrazia interni. Siamo stati tra i protagonisti della cosiddetta 'rivoluzione delle scope' che tanto faticosamente aveva combattuto e sconfitto il 'cerchio magico' che oggi constatiamo essere ritornato anche con altre figure e più virulento di prima".

IL "GRAZIE" DI TOSI - Li ha poi ringraziati personalmente il sindaco Tosi: "Ci sono due valutazioni - ha spiegato - la più importante, per me, è quella affettiva. Sono persone con le quali abbiamo portato avanti tantissimi anni di battaglie per l'autonomia del Veneto, per il buon governo. Adesso continuano su questo percorso. Qualcuno ha un po' perso questa traccia ma noi continuiamo sulla stressa strada. E ringrazio questi amici per una scelta difficile, anche a livello personale". E sulla corsa alle Regionali, Tosi ha annunciato novità: "Faremo sicuramente più di due liste civiche. Abbiamo molte adesioni. Ci sono tante persone nella pubblica amministrazione che erano disamorate e guardano con fiducia a questo progetto".

"FINI E ALFANO? SI RIVOLGA AI SUOI" - Sarcastico è stato lo stesso sindaco quando ha commentato la battuta di Salvini, interpellato per commentare la fuoriuscita dei sei parlamentari. Alla provocatoria dichiarazione "Auguri, mi salutino Fini e Alfano" del segretario federale, Tosi ha rilanciato. "Se vuole salutare Alfano, Matteo Salvini ha solo l'imbarazzo nella scelta degli intermediari e non ha certo bisogno dei sei parlamentari veneti usciti oggi dalla Lega - ha ironizzato Tosi -. Può tranquillamente farlo tramite Umberto Bossi o Roberto Calderoli, che sono stati a lungo ministri negli stessi governi in cui sedeva Alfano. O magari può portare ad Alfano i suoi saluti attraverso Roberto Maroni, dato che Alfano insieme a Ncd sostiene in maniera determinante il governo della Regione Lombardia ed è colui che, come Ncd, Maroni spera di avere alleato per le prossime elezioni comunali di Milano".

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