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Giovedì, 20 Gennaio 2022
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E se Verona nel 2022 eleggesse davvero oltre al nuovo primo cittadino anche il "Sindaco della notte"?

Torna in auge la proposta di istituire a Verona la figura del Night Mayor: il consigliere della Lega Andrea Velardi promette un decalogo sulle mansioni del "Sindaco della Notte"

In politica bisognerebbe sempre saper distinguere le buone proposte da quelle cattive, sia che provengano dalla propria parte che dal campo avverso. Oggi, per di più, in uno scenario politico nazionale dove dalla Lega al Pd, passando per il M5S, gli uni e gli altri siedono vicini stretti, stretti nel medesimo esecutivo senza batter ciglio, la cosa dovrebbe forse risultare anche un po' più semplice. Certo, le buone proposte vanno anche realizzate nel modo giusto perché diano gli effetti sperati, ma l'idea del "Sindaco della notte" resta un tema serio, attuale e che dovrebbe essere preso in considerazione anzitutto per il bene della città di Verona. Se n'era già parlato per un poco diversi mesi addietro, ne era uscito qualche strale polemico dai consiglieri dem, poi più il nulla. Quindi notizia delle scorse ore è la proposta rilanciata in Commissione Sesta a Verona dal vicepresidente e proponente Andrea Velardi, consigliere comunale a palazzo Barbieri in quota Lega.

«Quando fu protocollata, questa mozione scatenò più di una polemica - ha sottolineato Andrea Velardi - a partire dal nome "Sindaco della Notte". Al netto delle considerazioni sull’inevitabile retorica politica, resta da sgomberare il campo dalle facili ironie che questa proposta ha scatenato, soprattutto in una città come la nostra, dove ogni iniziativa fuori da schemi mentali tradizionali genera frizioni e critiche strumentali spesso retrograde e di cattivo gusto. Per me la priorità è dare voce a tutti coloro che lavorano nei più disparati settori durante le ore notturne, che essi siano dj, barman, camerieri, titolari di locali o tassisti. Se invece si pensa a un "Sindaco della Notte" come a qualcuno che vada in giro vestito da Batman, con coccarda tricolore e calice alzato verso li cielo, o si è in malafede o non si ha alcuna conoscenza di un comparto che genera migliaia di posti di lavoro, miliardi di indotto e che promuove cultura nei fatti».

Certo, il consigliere Velardi prospetta un vero e proprio cambio di passo, se non uno sconvolgimento quantomeno un mutamento di mentalità in una città che spesso i più giovani ritengono essere troppo "sonnacchiosa" e, per certi aspetti, meno frizzantina di quel che potrebbe essere. Non sarà facile, ma la questione esiste e va compresa. Per inquadrarla meglio, citiamo ora alla cieca il passaggio conclusivo di una proposta di delibera indirizzata al Consiglio comunale di una delle principali città italiane. La delibera consiste nella proposta:

«di avviare una mappatura degli spazi da avviare a progetti di rigenerazione urbana da attivarsi attraverso patti di collaborazione per la promozione di iniziative socio-culturali a beneficio dei quartieri e della fruizione culturale diffusa;

di istituire un tavolo con gli attori rilevanti dell'economia dell'intrattenimento per lo sviluppo sostenibile della vita notturna, che contempli tra l'altro la lotta alle discriminazioni, garantendo coesione sociali e convivenza civile;

di istituire una figura di coordinamento di tali attività sul modello del cosiddetto Sindaco della Notte».

Il testo appena citato è frutto della Lista la Milano Radicale con Sala che ha appunto appoggiato alle ultime amministrative il sindaco poi rieletto Giuseppe Sala. La cosa interessante è che se a Verona le critiche alla proposta del consigliere leghista Andrea Velardi arrivarono dal Pd, a Milano lo scorso luglio a ironizzare sull'idea del "Sindaco della notte", lanciando frecciatine polemiche, furono esponenti di Fratelli d'Italia, ciò essendo ovviamente Beppe Sala al tempo un sindaco espressione del centrosinistra ed appoggiato alle elezioni anche dal Partito democratico.

Tornando ora al di qua delle mura scaligere, il consigliere Andrea Velardi puntualizza senza fronzoli quale sarebbe il senso della sua proposta: «La pandemia ci ha insegnato come, tra alcuni rappresentanti delle istituzioni, manchi completamente la conoscenza del mondo della notte e quando tra di loro si allude a questo si sprecano pregiudizi e definizioni obsolete quali "movida", "mala movida", "popolo della notte", "stragi del sabato sera". Per questo serve un manager notturno che cooperi e coadiuvi il primo cittadino, che abbia la possibilità di costituire un team ma che sia anche interlocutore unico su tutto ciò che riguarda i temi notturni, che abbia contezza, informazione, responsabilità e possibilità di "decisione" ed intervento nelle vicende che attengono la gestione della città al calare del sole. Una fascia oraria che da sempre genera un’economia di grandi numeri in cui non gravitano solo titolari di discoteche, night e locali ma anche una serie di categorie non legate al mondo del divertimento notturno che si occupano di mobilità, sicurezza, di rifiuti, di commercio e di servizi».

In aggiunta, lo stesso Velardi specifica: «Serve una figura, espressione della politica, che sappia farsi portavoce ed essere capace di coordinare le esigenze di chi vuol dormire e riposare con quelle di chi ha i locali in orari notturni. Un night manager al vertice di un team, che abbia deleghe su vari settori, dal sociale alla cultura e che possa dialogare con i più alti vertici istituzionali per superare definitivamente anche questioni gestionali/amministrative, come la iniqua e non giustificata distinzione tra la musica dal vivo e gli intrattenimenti. Le esecuzioni musicali sono da considerare forme di cultura da tutelare, pertanto l’applicazione dell’Iva dovrebbe esser al 10% non solo sulla biglietteria di cinema, teatri, stadi, ma anche per le discoteche che al contrario la versano al 22%». 

Il presidente della Sesta Commissione, Mauro Bonato, ha chiuso la seduta di ieri proponendo una serie di «tavoli di lavoro», in cui invitare le categorie di settore e alcuni rappresentati di altre città che hanno istituito la figura del "Sindaco della notte". Il consigliere Andrea Velardi, come richiesto dai presenti, ha fatto sapere che redigerà un «decalogo sulle mansioni del "Sindaco della Notte"». L'auspicio è che, una volta pronto questo decalogo, a Verona tutti gli amministratori eletti e i futuri candidati, quantomeno, trovino il tempo di leggerlo, magari proprio prima di andare a letto la sera.  

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