Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Politica

Verona, elezioni provinciali il 12 ottobre: via alla raccolta firme per le candidature

Il decreto per l'indizione delle elezioni è stato firmato dal presidente Miozzi. Per la prima volta dopo la riforma non saranno i cittadini a votare, ma i sindaci e i consiglieri comunali dei 98 Comuni veronesi

Il presidente della Provincia Giovanni Miozzi ha firmato il decreto per l'indizione delle elezioni provinciali, che si terranno domenica 12 ottobre dalle 8 alle 20.

Il decreto, pubblicato sul sito della Provincia, è già operativo. A questo primo atto amministrativo seguirà la raccolta delle firme necessarie alla presentazione delle candidature e delle liste, che devono essere consegnate domenica 21 e lunedì 22 settembre.

Si tratta della prima volta per l'elezione di secondo grado degli amministratori delle Province, che non verranno più eletti dai cittadini bensì dai sindaci e dai consiglieri comunali dei 98 comuni veronesi. Solo per questa prima tornata elettorale, potranno essere candidati (ma non votare) anche i consiglieri provinciali uscenti.

DEFINIZIONE DEL CORPO ELETTORALE. Per sapere esattamente quante sono le firme necessarie alla presentazione delle candidature, è indispensabile sapere esattamente quanti sono gli elettori “attivi” della provincia di Verona (sindaci e consiglieri comunali in carica). Per questo motivo, i segretari comunali riceveranno dalla Provincia (che è l'unico ente titolato a gestire la fase elettorale) i moduli con i quali fare le comunicazioni degli amministratori effettivamente in carica e, quindi, chiamati al voto.

QUANTE FIRME SONO NECESSARIE. La stima ad oggi stabilisce in 192 le firme richieste per candidare il presidente e 64 per la lista dei consiglieri.

LISTE E “VOTO DISGIUNTO”. Sono due distinte le candidature da presentare, che avranno altrettante schede elettorali, stampate dalla Provincia. La scheda elettorale per il presidente e quella per la lista dei 16 membri del consiglio. Trattandosi di due elezioni non collegate tra loro, è possibile l'eventuale “voto disgiunto”, come avviene nel caso dell'elezione del sindaco.

Infine, trattandosi di vere e proprie elezioni, le liste potranno avere i simboli dei partiti.

SEGGI ELETTORALI E SCRUTINIO. Il secondo decreto firmato oggi dal presidente Miozzi contiene invece la nomina dell'Ufficio elettorale provinciale. Il responsabile dell'intero procedimento è il dirigente dell'area Giuridico-Amministrativa, che coordina lo staff interno già attivo da settimane nell'organizzazione delle attività elettorali che di norma competono al Ministero dell'Interno, al Tribunale e alla Prefettura.

Ci sarà un unico seggio elettorale (con due sottosezioni) allestito a Palazzo Capuleti, la sede della Provincia di via Franceschine, con possibilità di parcheggio per gli elettori negli spazi del vicino liceo Messedaglia. Il presidente e il personale di seggio sono tutti dipendenti della Provincia, ma ci saranno anche i rappresentanti di lista, eventualmente segnalati dai partiti.

Le operazioni di scrutinio cominceranno, con molte probabilità, il giorno seguente.

INFO IN DIRETTA. Tutte le informazioni sono pubblicate in tempo reale sul portale della Provincia, nell'apposita sezione aggiornata in tempo reale. Già adesso sono pubblicate le notizie tecniche sul sistema elettorale, che prevede il voto ponderato a seconda della fascia demografica di appartenenza dei comuni.

COLORI DELLE SCHEDE ELETTORALI. Nella provincia di Verona sono presenti 6 tipologie di fasce elettorali, a cui corrispondono altrettanti colori identificativi.

Azzurro fino a 3.000 abitanti, arancione fino a 5.000, grigio fino a 10.000, rosso fino a 30.000, verde fino a 100.000, e giallo per comuni da 250.000 a 500.000 abitanti.

PESO PONDERATO. I colori delle schede identificano la popolazione rappresentata e quindi il “peso” che ha il voto espresso dagli amministratori. Naturalmente il peso è crescente in relazione agli abitanti, e pertanto pesano meno i comuni con la scheda azzurra e di più quelli con la scheda gialla.

FUNZIONI DELLE PROVINCE. Il rinnovo degli amministratori provinciali viene fatto perché le Province continuano ad esercitare le proprie funzioni, così come stabilito dalla legge di riforma, cosiddetta Delrio, che conferma alcune vecchie competenze e ne attribuisce di nuove.

Le Province restano enti di area vasta con funzioni di: pianificazione territoriale di coordinamento, tutela e valorizzazione dell'ambiente; pianificazione del trasporto pubblico, autorizzazione e controllo in materia di trasporto privato; costruzione e gestione delle strade provinciali e regolazione della circolazione stradale; programmazione della rete scolastica e gestione dell'edilizia scolastica. Le nuove attribuzioni sono: raccolta ed elaborazione di dati, assistenza tecnico-amministrativa agli enti locali; controllo dei fenomeni discriminatori in ambito occupazionale e promozione delle pari opportunità sul territorio provinciale; d'intesa con i comuni, esercitano le funzioni di gara, stazione appaltante, monitoraggio dei contratti di servizio e di organizzazione di concorsi e procedure selettive. Oltre a queste, altre funzioni verranno con molte probabilità delegate dalla Regione.

Presidente Miozzi: “Abbiamo indetto le elezioni provinciali per il prossimo 12 ottobre. Il nuovo sistema previsto dalla riforma dà agli amministratori e non ai cittadini la possibilità di scegliere i nuovi vertici. Sono sicuro che verrà eletta una persona capace di rappresentare l'intero territorio veronese. Ricordo, infatti, che contrariamente alla cattiva propaganda fatta sulla loro inefficienza, le Province hanno sempre fatto il bene dei propri territori. Anche a Verona possiamo dirlo con orgoglio, tanto è vero che è colpa dello Stato centrale se nei prossimi mesi le strade e le scuole non saranno manutentate, così come è avvenuto finora. Questa riforma, costruita sugli spot, ha messo a repentaglio l'erogazione di servizi ai cittadini”.

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