Sabato, 16 Ottobre 2021
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Verona, commissione in Comune su Giacino, Pd e M5S disertano la riunione: "Una presa in giro"

Il capogruppo democratico, Michele Bertucco: "Che la maggioranza si auto-attribuisca poteri di verifica e controllo è un fatto gravissimo e la dice lunga sulla reale volontà di fare chiarezza". I grillini condividono

L'avevano già annunciato e sono passati ai fatti. L'opposizione è passata al contrattacco sulla commissione formata dai capigruppo in Comune per passare al setaccio i piani urbanistici approvati a Verona. Lunedì l'esponente Pd in Consiglio comunale Michele Bertucco ha abbandonato i lavori della conferenza quando questa, come da ordine del giorno approvato dalla maggioranza durante l'ultimo Consiglio, è passata a discutere delle pratiche relative "all'affaire Giacino". “Non partecipiamo ai lavori di questa pseudo-commissione – ha ribadito Bertucco - in quanto essa è stata costituita in spregio del regolamento comunale che tra gli strumenti messi a disposizione del Consiglio prevede invece la commissione indagine presieduta dalle minoranze. Che la maggioranza si auto-attribuisca poteri di verifica e controllo è un fatto gravissimo e la dice lunga sulla reale volontà di fare chiarezza su quanto accaduto in questi ultimi mesi".

Continua il Pd: "Oltretutto, con un colpo di spugna, si è voluto ignorare la necessità di fare i dovuti approfondimenti anche sulla gestione delle assunzioni nelle aziende partecipate e sulla gestione degli appalti delle mense scolastiche. Non intendiamo con la nostra presenza dare una parvenza di legittimità a questa che è soltanto una forzatura. La verità è che la maggioranza non ha alcuna intenzione di fare trasparenza e ha trovato un escamotage per aggirare il regolamento".

Come il Pd, anche il Movimento 5 Stelle, che ribadisce, tramite una nota, "che questa amministrazione ha perso un'occasione nei confronti della cittadinanza per dimostrare la propria disponibilità a fare chiarezza su quanto accaduto. E' stato invece negato quanto previsto dall'articolo 14 del regolamento comunale, con l'ennesimo atto di arroganza da parte della sorella del sindaco, che tiene le fila di quanto accade in Consiglio comunale e impedisce qualsiasi atto contrario alla dittatura del sindaco. Inutile dire che la negazione di una commissione di indagine, come prevista da regolamento, dimostri che c'è ancora molto da nascondere".

Il Movimento 5 Stelle di Verona ha già presentato una mozione, votata dal Consiglio comunale, che chiede di sottoporre "tutti" gli atti perfezionati durante la permanenza dell'ex vicesindaco Vito Giacino ad approfondite analisi volte a confermare, sospendere o revocare gli stessi atti.

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