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Civati e Pertici presentano all'Università di Verona le loro proposte costituzionali

Abbassare il quorum per i referendum, rendere effettive le leggi di iniziativa popolare sono alcuni dei temi affrontati alla presentazione del libro “Appartiene al popolo. Come restituire la sovranità ai cittadini”

Sala gremita con più di duecento studenti e cittadini, molti rimasti anche in piedi ieri all'Università di Verona, alla presentazione di “Appartiene al popolo. Come restituire la sovranità ai cittadini”, il libro-pamphlet di Giuseppe Civati, leader della sinistra democratica e Andrea Pertici, ordinario di Diritto Costituzionale all'Università di Pisa.

Ad introdurre l'iniziativa, organizzata dal dipartimento TeSIS in collaborazione con la libreria-cooperativa “Libre!”, il prof. Giampaolo Romagnani, ordinario di Storia Moderna, che ha ricordato la storia del concetto di sovranità dal Medioevo alla rivoluzione francese, quando il popolo diventa finalmente soggetto del potere politico, portando alla costruzione delle Costituzioni democratiche contemporanee.

A coordinare il dibattito Michele Fiorillo che ha messo l'accento sulla necessità di integrare e non contrapporre come di solito si fa democrazia diretta e democrazia rappresentativa, sperimentando anche nuovi istituti di democrazia partecipata e deliberativa, come il bilancio partecipato e i forum deliberativi, da affiancare al rafforzamento degli istituti già esistenti del referendum - prevedendo anche la possibilità di referendum propositivi - e della legge di iniziativa popolare.

Il prof. Andrea Pertici ha illustrato le proposte contenute nel libro e in un disegno di legge presentati da Civati in merito all'abbassamento del quorum del referendum al 50% più uno dei votanti alle ultime elezioni politiche e della forza vincolante da dare alla legge di iniziativa popolare, prevedendo un referendum automatico sulla legge proposta dai cittadini, nel caso il Parlamento non approvi entro dodici mesi - così come era previsto del resto nell'iniziale proposta del costituente e costituzionalista Costantino Mortati.

Ad intervenire nel vivace dibattito che è seguito anche Maria Giovanna Sandri, da poco rieletta Presidente del Consiglio degli Studenti dell'Università di Verona, che ha sottolineato come nonostante la cesura tra rappresentanti e rappresentati, di politica si discuta molto e ovunque, ma al momento del voto prevalga l'astensionismo, che è una delle questioni centrali da affrontare; e il consigliere regionale Roberto Fasoli, che ha collegato la crisi dei partiti (con la conseguente personalizzazione presidenzialistica) ad una diminuzione generale della partecipazione politica legata al crescere costante delle diseguaglianze sociali.

Giuseppe Civati ha concluso ricordando come l'attuale maggioranza parlamentare soffra di una mancanza di mandato popolare, essendo ormai pratica comune il trasformismo della classe politica che rinnega i programmi e le alleanze presentate di fronte agli elettori: rispetto a ciò il rafforzamento degli istituti di democrazia diretta e partecipativa (già in parte previsti dalla Costituzione italiana, ma rimasti in parte inattuati) costituisce un possibile antidoto per resituire sovranità e potere ai cittadini, tanto più in relazione alla possibile nuova legge elettorale – così detto “Italicum”- che prevederebbe la nomina attraverso i capilista di gran parte del Parlamento, considerato che il Senato verrebbe ridotto ad un'elezione di secondo grado, di politici eletti da politici e non dal popolo.

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