Mercoledì, 27 Ottobre 2021
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Verona Capitale della Cultura: il consiglio che "vale un soldo" e il concorso da un milione

Il "borbottio del vecchio troppo arcigno" Vittorio Sgarbi che aveva sconsigliato la candidatura di Verona a Capitale della Cultura, ha trovato la pronta replica di Orietta Salemi e Tommaso Ferrari: "Il milione di euro in palio potrebbe costituire un volano moltiplicatore di risorse"

«L’uscita di Sgarbi, noto per la proverbiale verve polemica e per un’indiscussa qualità di provocazione, non deve intimidirci. Anzi! Andiamo avanti convinti, pronti a iscrivere Verona al bando nazionale per Capitale Cultura del 2021». Così Orietta Salemi vice-capogruppo del Pd in Consiglio regionale Veneto e Tommaso Ferrari consigliere comunale della lista Verona Civica rispondono alle affermazioni di Vittorio Sgarbi sulla candidatura di Verona a Capitale italiana della cultura 2021. Verona Civica conferma il suo sostegno al progetto e propone un momento pubblico di confronto sul tema.

«Ci sono almeno quattro ragioni per non raccogliere la sollecitazione alla "bastian contrario" di Vittorio Sgarbi – spiega Salemi -. Innanzitutto Verona sconta un periodo di torpore in cui una promozione culturale ordinata è rimasta sostanzialmente al palo, nonostante il brulichio di iniziative dovute più alla volontà e all’intraprendenza della miriade di soggetti capaci di produrre e circuitare cultura anche valorizzando un patrimonio storico e artistico che non teme rivalità. Questa miriade di realtà, che rende vivace e attrattiva Verona, sconta il limite di una frammentazione e polverizzazione dell’offerta, superabile con una progettualità di sistema. Il bando nazionale può diventare così un’incredibile occasione per costruire relazioni di rete a regia comunale. È vero, la nostra città ha un trend turistico in costante crescita, ma oggi il mercato è altamente competitivo e non ci si può affidare soltanto ai benefici che derivano dalla naturale, quasi spontanea qualità del brand Verona».

«La partecipazione al bando nazionale – continua Orietta Salemi – è inoltre occasione straordinaria per liberare dal Patto di stabilità risorse da destinare a investimenti sul nostro patrimonio artistico. Basti pensare solo al Parco delle Mura o a interventi che potrebbero sciogliere finalmente alcuni nodi sui contenitori museali, da troppo tempo irrisolti. Senza contare, poi, che il milione di euro in palio al concorso potrebbe costituire davvero il volano moltiplicatore di risorse, in sostanza il "la" di fondi pubblici per stimolare contributi di privati».

«L’obiettivo per noi non deve essere esclusivamente l’esito – aggiunge il consigliere comunale Ferrari -. Certo vincere il bando sarebbe bellissimo, ma ciò che davvero conta è il processo che questa sfida mette in moto. Il concorso nazionale è l’occasione per incentivare le relazioni tra i diversi attori che fanno crescere una comunità: dagli enti pubblici e privati all’Università, dalle grandi e piccole Istituzioni all’imprenditoria. È l’opportunità per costruire una rete virtuosa di alleanze e complicità con i Comuni contermini, sfruttando le bellezze della città e della provincia, dal Garda alle colline della Valpolicella. Verona Capitale Cultura 2021, infine, nel Veneto di Cortina 2021, capitale dei campionati mondiali invernali. Quale connubio migliore? In fondo il Veneto in questi anni ha partecipato al bando nazionale solo con pochi Comuni».

«Un onore concorrervi, dunque, non un motivo di imbarazzo per Verona – concludono Ferrari e Salemi -. E se un mostro sacro come Sgarbi critica senza appello questa scelta, beh, per questa occasione è proprio il caso di dire col poeta Catullo "il borbottio dei vecchi troppo arcigni stimiamolo un soldo"».

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