"Capitale della Cultura", la tesi e le polemiche: Verona esclusa perché non governata dal Pd?

L'On. Vittorio Sgarbi: «Hanno lottizzato persino la selezione per la designazione della città "Capitale italiana della Cultura 2022": le finaliste, tranne L’Aquila, tutte a guida Pd»

On. Vittorio Sgarbi - foto Facebook

Verona sarebbe fuori dalle dieci città finaliste per la nomina di "Capitale italiana della Cultura" nel 2022 a causa del fatto di non essere amministrata dal Pd. È una tesi singolare, ma che più o meno esplicitamente si può ricavare dal messaggio diffuso via social dall'onorevole critico d'arte Vittorio Sgarbi. Quest'ultimo scrive sulla propria pagina Facebook: «Hanno lottizzato persino la selezione per la designazione della città "Capitale italiana della Cultura 2022": le finaliste, tranne L’Aquila, tutte a guida Pd. Un Governo alla frutta. Senza vergogna». Segue poi l'elenco da parte dell'On. Sgarbi delle città coinvolte e dei relativi sindaci.

Tra le mille polemiche suscitate a livello locale dall'esclusione, valeva dunque la pena anche citare questa interpretazione proveniente dal parlamentare Vittorio Sgarbi che spesso è stato presente in città a Verona. Nel frattempo nel capoluogo scaligero, dopo le dure critiche all'amministrazione giunte dalle opposizioni, è stata la volta dei componenti della maggioranza a palazzo Barbieri che hanno così preso posizione in difesa del sindaco e della giunta: «Non sarà certo la bocciatura a "Capitale della Cultura" 2022 a impedire all’amministrazione di essere protagonista sullo scenario delle manifestazioni e della cultura da ora in avanti», scrivono in una nota i consiglieri della Lega Anna Grassi, Laura Bocchi, Vito Comenicini, Roberto Simeoni, Andrea Velardi e Alberto Zelger commentando la bocciatura di Verona a Capitale della Cultura. 

Gli stessi esponenti della Lega a palazzo Barbieri poi aggiungono: «Tranquillizziamo tutti i veronesi dispiaciuti per questa non-vittoria. Probabilmente le forze politiche che sono al Governo e in particolare chi guida il MIBACT non vuole così bene alla città di Verona a guida centrodestra, privilegiando le città guidate dagli amici di partito. Infatti, dal 2014 hanno vinto le città di Ravenna, Cagliari, Siena, Mantova, Pistoia, Palermo. Lanciamo una scommessa su Taranto vincitrice per il 2022». La tesi sgarbiana, insomma, parrebbe tornare in auge, così come a riprenderla sono stati anche i consiglieri comunali di Forza Italia Paola Bressan e Stefano Bianchini: «Verona non risulta tra le dieci città finaliste come Capitale della Cultura. Qualcuno ovviamente sta strumentalizzando politicamente questo non inserimento come una sconfitta dell’amministrazione. Solita bassa politica. La nostra domanda è: ma Verona ha bisogno di questo riconoscimento? Verona è unica, è magica, visitata da una miriade di persone da tutto il mondo, per le sue bellezze e per i suoi eventi e tutti ne rimangono incantati. E come disse giustamente Sgarbi, Verona è già capitale della Cultura. La costruzione del dossier è stata per noi l'occasione per costruire altra bellezza e i progetti presentati e avviati lo dimostreranno. Il titolo di "Capitale della Cultura" - concludono i consiglieri Bressan e Bianchini - lo lasciamo al Pd».

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