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Venerdì, 28 Gennaio 2022
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Interesse e critiche da Verona per un possibile governo tra 5 Stelle e Lega

Alcuni veronesi potrebbero addirittura entrare nell'esecutivo; circolano i nomi di Lorenzo Fontana e Mattia Fantinati. Ma c'è anche chi prevede un triste futuro per il Paese a causa di un governo gialloverde

19 punti in 26 pagine, sotto il titolo "Contratto per il governo del cambiamento". Starebbero lavorando a questo il Movimento 5 Stelle e la Lega, come riportato da Today. Un programma condiviso per le due forze parlamentari che hanno i numeri per creare un governo che possa avere la fiducia del Parlamento eletto lo scorso 4 marzo. Un governo 5 Stelle-Lega, ribattezzato gialloverde, che possa portare avanti le richieste di entrambi i partiti, dal reddito di cittadinanza alla flat tax, dall'abolizione della legge Fornero ad una legge sul conflitto d'interessi.

In questo fine settimana i due leader Luigi Di Maio e Matteo Salvini continueranno a confrontarsi sul programma, ma circolano già da tempo nomi di possibili ministri, nonostante sia ancora un nodo da sciogliere il nome del primo ministro, cioè di colui che ricoprirà il ruolo di Presidente del Consiglio. Di nomi certi per i vari ministeri non ce ne sono, ma si sussurrano anche nomi di parlamentari veronesi, particolarmente vicini ai due leader. Lorenzo Fontana al momento è già vicepresidente della Camera, oltre ad essere anche vicesindaco di Verona (pronto però a lasciare l'incarico). Per lui ci potrebbe essere un ruolo nel governo gialloverde, forse anche di primo piano. Altro nome che gira è quello di Luca Coletto, che non è stato eletto in Parlamento, ma la sua esperienza da assessore alla sanità della Regione Veneto potrebbe essere richiesta a Verona. Mentre tra i 5 Stelle il veronese più vicino ad un possibile esecutivo è Mattia Fantinati.

Tutte ipotesi, considerazioni da fantapolitica. Quel che è certo è che un governo 5 Stelle-Lega non piace ad un veronese come Giorgio Pasetto che scrive: "Per l'accordo di governo M5S-Lega sono contenti i neoeletti senatori e deputati che conservano la loro sedia che sembrava in pericolo per rischio elezioni; è contento Berlusconi che potrà restare in bilico tra accordare o meno la fiducia ai provvedimenti in divenire; ed è contento Renzi che potrà prendersi qualche soddisfazione nel disastro politico che deriverà dal cantiere M5S-Lega. Scontenti saranno i cittadini italiani ad assistere allo scontro tra sudisti e nordisti, tra reddito di cittadinanza e flat tax. Alla fine il governo cadrà prima di portare l'Italia al default, grazie allo spread".

E non gioisce per questa ipotesi di governo neanche il senatore veronese del PD Vincenzo D'Arienzo.

Considero Lega e M5S irresponsabili nelle loro esternazioni peggiori e sono curioso di capire come il loro insito autoritarismo ed i tratti illiberali si trasformeranno in azione di governo - ha scritto D'Arienzo - Se da un lato è nei fatti che il centrodestra politico non c’è più, dall’altro potrebbe nascere un nuovo blocco sociale rappresentato da un misto di populismo e sovranismo contornato dalla mancanza di trasparenza nei momenti decisionali interni alle forze oggi maggioritarie. Questo pericoloso coagulo non preoccupa tanto sui singoli provvedimenti, ma sugli importanti passaggi istituzionali che sono doverosi, quali le riforme istituzionali e la legge elettorale, o temporali, quale l’elezione del Capo dello Stato nel 2021.

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