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Attacco sessista alla Moretti? Il Pd replica: "La Lega è come l'Isis, Zaia si scusi"

Un post apparso su Facebook di un sostenitore di Salvini, che sarebbe anche uno dei suoi punti di riferimento per le tecnologie web, ha buttato ulteriore benzina sul fuoco in questa campagna elettorale

Viene indicato come lo "spin doctor" di Matteo Salvini, anche se lui solitamente rifiuta questa titolo, fatto sta che è bastato un post su Facebook per attirare l'attenzione su di se e scatenare la bufera. Luca Morisi, giovane mantovano dottore di ricerca in informatica filosofica all'ateneo scaligero, è comunque uno dei punti di riferimento per le tecnologie web dello staff di Salvini e forse l'altro giorno ha calcato un po' troppo la mano. Morisi infatti ha pubblicato sul noto social network il manifesto elettorale della candidata del Pd, Alessandra Moretti, accostato ad un manifesto pubblicitario di un night club veneto, che promuoveva una serata per soli adulti. "Involontarie simmetrie (#scelgozaia)", così ha commentato Morisi, titolare anche di un'impresa di software, dando così il via a nuove polemiche. 
La replica del Pd infatti è subito arrivata con la seguente nota diffusa ai vari organi di stampa: 

"La cultura leghista spaventa ogni giorno di più le donne venete. Di questo passo presto o tardi la Lega proporrà l’obbligo di velo per le donne. Zaia chieda scusa per i continui attacchi sessisti ad Alessandra Moretti da parte della Lega. Altrimenti ammetta senza mezzi termini che lui, Salvini e i fascisti con cui va a braccetto sono la stessa cosa e condividono con l’Islam più conservatore la medesima concezione della donna: un mero oggetto sessuale".
Il segretario regionale del Pd, Roger De Menech non è sorpreso dal recente attacco mediatico all’immagine di Alessandra Moretti da parte di un consulente di Salvini. "Hanno una tale paura delle donne che a febbraio sono tutti usciti dall’aula di palazzo Ferro Fini pur di non modificare la legge elettorale con la doppia preferenza di genere", ricorda il segretario. "La realtà è che la Lega di Zaia e Salvini ha zero argomenti e una paura blu di perdere queste elezioni".
"Il solo fatto che la candidata del centrosinistra sia una donna", prosegue De Menech, "è per i leghisti un ostacolo psicologico impossibile da affrontare. Il fastidio e l’irritazione di dover affrontare una donna induce Zaia, Salvini e i leghisti ad evitare il confronto e a scadere in un’attenzione morbosa al solo aspetto fisico e a riferimenti esclusivi alla sfera della sessualità. E’ il medesimo atteggiamento utilizzato dall’Islam più conservatore nei confronti delle donne che osano affacciarsi sulla scena pubblica. Lasciare l’ambito tradizionale a cui sono culturalmente relegate – la casa e la famiglia – vale per queste donne l’etichetta di persone poco per bene".
"ll 31 maggio", conclude il segretario, "le donne venete possono contribuire a porre fine a questa sorta di oscurantismo leghista. Noi siamo per una società moderna, aperta al confronto e capace di valorizzare i talenti, indipendentemente dal genere".

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