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Verona, Antonio Pastorello è il nuovo presidente della Provincia. Decisiva la "corazzata" di Tosi

Il sindaco di Roveredo di Guà, 62 anni, presidente del Consiglio provinciale uscente e più volte assessore, era sostenuto da Lega, Lista Tosi, Ncd, e parte di Forza Italia. Ha battuto lo sfidante delle "larghe intese", Giovanni Peretti, di Castelnuovo

Si è rivelata davvero decisiva Verona. O meglio, i consiglieri comunali di Verona. Quelli cioè che sono riusciti a far eleggere il proprio candidato alla presidenza della “nuova” Provincia. Il vincitore è Antonio Pastorello, che si è aggiudicato i 587 voti ponderati (51,5%) contro i 568 (48,5%) che sono andati a favore dello sfidante Giovanni Peretti. Pastorello, 62 anni, presidente del Consiglio provinciale uscente e più volte assessore nei palazzi che si affacciano su piazza dei Signori, era sostenuto da Lega Nord, Lista Tosi, Nuovo Centrodestra di Alfano, l’ala di Forza Italia di Davide Bendinelli e Cinzia Bonfrisco, Scelta Civica e Fratelli d’Italia. Peretti aveva puntato alle “larghe intese” riuscendo a farsi appoggiare dalla Forza Italia di Massimo Giorgetti (ex An), Partito Democratico, l’associazione Verona Pulita e l’Udc. Tra gli esponenti politici vicini a Giorgetti e a sostegno di Peretti c'era anche l'ormai ex presidente della Provincia, Giovanni Miozzi (sindaco di Isola della Scala).

Una vittoria sul pugno di voti. Il sistema elettorale prevede il voto ponderato a seconda della fascia di appartenenza dei Comuni, suddivisi in base al numero di abitanti. La Provincia da quest’anno sarà ente di secondo livello e solo gli amministratori cittadini hanno potuto votare per la formazione del Consiglio provinciale, in osservanza alla legge Delrio sulla riforma delle pubbliche amministrazioni. Pastorello, sindaco di Roveredo di Guà, era ritenuto favorito proprio grazie all’appoggio della “corazzata” di Tosi e colleghi. Fino alla chiusura delle urne, domenica alle 20, il voto era comunque incerto. Hanno votato i 1259 sindaci e consiglieri comunali dei 97 comuni veronesi (non hanno votato gli esponenti di Albaredo d’Adige perché commissariato).

VECCHI E NUOVI NOMI: TUTTI GLI ELETTI IN CONSIGLIO PROVINCIALE

LE REAZIONI -  “Siamo soddisfatti per l’elezione del candidato che come Lega Nord e Lista Tosi abbiamo sostenuto con convinzione, coerentemente con le scelte fatte dal centrodestra a livello regionale e nazionale - è sat il commento del sindaco di Verona, Flavio Tosi, indicato dai più come vero fautore del successo di Pastorello -. Grande contentezza anche per la persona: Antonio Pastorello si merita questa elezione, non solo per la lunga esperienza maturata in Provincia, ma anche perché è un uomo capace, competente e di indiscussa onestà. Resta il rammarico generale per il “pasticcio” della riforma delle Province, enti in qualche modo dimezzati in termini di autonomia e rappresentatività che saranno governati addirittura da presidenti che resteranno in carica quattro anni mentre i consigli dovranno essere rivotati ogni due anni. Ringrazio il neo presidente perché, in un momento di grande difficoltà per le Province, massacrate in termini di finanze e disponibilità di risorse, ha scelto di mettere le sue capacità e competenze al servizio della collettività”.

Ma il primo a commentare l'esito delle Provinciali era stato Alessio Albertini, segretario provinciale del Partito Democratico: "Congratulazioni ad Antonio Pastorello, dopo una competizione molto partecipata e che ha visto lo sfidante Giovanni Peretti cedere il passo con un risultato comunque incredibile per Verona. La candidatura di Peretti era espressione degli amministratori e non dei partiti, proprio per le regole così particolari di questa elezione. Non si possano trarre conclusioni rigide rispetto a quanto avverrà in vista di future consultazioni, ma continueremo a lavorare insieme con gli amministratori che hanno sostenuto la candidatura di Giovanni Peretti".

Anche alla luce di una vittoria così risicata - conclude Albertini - confidiamo che il presidente voglia ascoltare le richieste degli amministratori per una Provincia rinnovata e più attenta a tutti i territori scaligeri. Sul risultato pesa la decisione grave del Movimento 5 Stelle di non partecipare alla consultazione, rifiutando così di portare un contributo allo sviluppo della provincia. Quanto al Consiglio provinciale i numeri dicono che sarà necessaria una collaborazione strettissima tra i vari gruppi".

Immediato anche il commento del gruppo di Verona Pulita, retto dall'ex presidente dell'Agec, Michele Croce che aveva sostenuto a sua volta Peretti: “Sindaci e amministratori della provincia ci avevano chiesto di presidiare e controllare ciò che ancora resta di questo ente in corso di abrogazione, sotto le insegne che contraddistinguono Verona Pulita: legalità e competenza. Lo avremmo fatto se avesse vinto Peretti. Lo faremo ancor di più con Pastorello”.

"Nonostante si sia tolta ai cittadini la possibilità di eleggere il presidente della Provincia, a Verona Forza Italia vince e si conferma caposaldo azzurro - ha spiegato la senatrice Cinzia Bonfrisco -. Ribadiamo che, uniti nell'opposizione al governo del centrosinistra di Renzi, si vince ricostruendo con convinzione la naturale alleanza con Lega, Fratelli d'Italia e tutti coloro che vorranno unire le forze moderate alle prossime elezioni regionali".

I CINQUESTELLE - Il Movimento 5 Stelle, alle "accuse" Pd non ci stanno e, anzi rincarano la dose sull'esito delle elezioni. Lo fanno tramite il deputato veronese Mattia Fantinati: "I consiglieri comunali del Movimento non sono andati a votare: le elezioni provinciali si sono rivelate, come previsto, una farsa, una grande presa in giro verso i cittadini. E’ successo ciò che ci aspettavamo, un copione che si ripete per l’ennesima volta. Slogan e promesse, come quella dell’abolizione delle Province, non mantenute. Politici professionisti che cercano di accaparrarsi una nuova poltrona vacante. E poi la novità: i cittadini che non possono votare chi, paradossalmente, dovrà rappresentarli. A vincere questa farsa, non un cittadino scelto dal basso che avrebbe potuto portare idee nuove, disinteressate, all’intera provincia. No, a portarsi a casa “il premio” è stato il solito Pastorello, politico di lunga data che, negli ultimi anni, ha saltellato da una poltrona all’altra: quella della vicepresidenza della Provincia e di sindaco di Roveredo di Guà, e poi la presidenza di Acque Veronesi e quella dell’ultimo consiglio provinciale. Ora sono curioso di vedere che novità ci porterà questo neo eletto consiglio che puzza già di vecchio. E che costi dovrà sopportare la cittadinanza per mantenerlo".

LA LETTERA - MIOZZI LASCIA LA PROVINCIA: "NOI, VIRTUOSI FINO ALL'ULTIMO"

L'insediamento del nuovo presidente delle Provincia sarà immediato, all'atto della proclamazione di lunedì 13 ottobre. Successivamente, ed entro 10 giorni dall'inizio del suo mandato, dovrà indire la prima seduta del Consiglio provinciale. Quest'ultima dovrà tenersi entro 10 giorni dalla sua convocazione.

IL VOTO - L'elezione del presidente non era collegata alle liste di candidati consiglieri poiché si tratta di due elezioni differenti che potranno, in futuro, essere svolte in momenti distinti. Trattandosi di due elezioni non collegate tra loro, era possibile l'eventuale “voto disgiunto”. Per questo motivo, il candidato presidente non eletto non diventerà automaticamente consigliere provinciale. Inoltre, per effetto del “voto disgiunto”, l'espressione della maggioranza politica in Consiglio provinciale potrebbe essere diversa da quella di appartenenza del presidente.

LE LISTE DELLE ELEZIONI PROVINCIALI

ANTONIO PASTORELLO PRESIDENTE (51,5%)

VERONA EST PER PASTORELLO

VERONA OVEST PER PASTORELLO

LA PROVINCIA AL CENTRO - PASTORELLO PRESIDENTE

GIOVANNI PERETTI PRESIDENTE (48,5%)

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