Martedì, 26 Ottobre 2021
Politica Centro storico / Via Giuseppe Mazzini

In 2000 per le vie del centro a protestare contro il Jobs Act: "Così non va!"

La manifestazione che ieri ha bloccato il centro del capoluogo scaligero, organizzata da Cigl e Uil, ha visto una nutrita partecipazione di persone, che hanno fatto sentire la loro opinione sulle leggi presentata dal Governo

Anche Verona ha partecipato alla manifestazione nazionale che in 54 piazze d'Italia ha visto decine di migliaia di lavoratori far sentire la loro voce per chiedere più difese per il lavoro, rispetto dei diritti acquisiti e lotta contro illegalità e corruzione. Un corteo di oltre 2000 persone è sceso nelle vie cittadine per ribadire che "così non va!", come recita il leitmotiv e lo slogan dello sciopero generale organizzato da Cgil e Uil contro il Jobs Act e la legge di stabilità presentati dal Governo.

La manifestazione ha quindi visto un'ottima partecipazione, nonostante come al solito sulle cifre esatte sia difficile trovarsi d'accordo (per la Questura i partecipanti erano 1500 mentre per gli organizzatori erano 3000), e anche visivamente il cordone di bandiere rosse e azzurre (di Cisl e Uil) ha avuto un certo impatto, oltre che essere riuscito a bloccare il centro. Il solo consigliere regionale Roberto Fasoli, è stato l'unico politico presente all'appuntamento che forse ha rappresentato più i sindacati che i lavoratori. Nel corteo infatti la grande maggioranza delle persone erano iscritte a Cgil e Uil, con pochi casi di persone fuori da queste rappresentanze. 

"Siamo qui perchè così non va, siamo molto arrabbiati ma anche forti di speranza - ha dichiarato Lucia Perina, segretario Uil, al quotidiano L'Arena - "È bello vedere che molti hanno deciso di non delegare ma di partecipare. Il Jobs Act non aiuta i lavoratori: chiediamo che Renzi si confronti con noi. Vogliono mettere la videosorveglianza ai lavoratori? Che la mettano ai parlamentari, che continuano a rubare senza perdere la loro carica. Diciamo no al demansionamento, chiediamo che gli ammortizzatori sociali non vengano eliminati". 

"Uno sciopero riuscito, una piazza gremita oltre le previsioni - ha detto il segretario Cgil Michele Corso - L'adesione in tante aziende è stata altissima: 100% alla Fiamm, 100% alla Zanardi e a Piva group, 60% a Zincol, 60% Aermec, solo per dare alcune cifre. Vogliamo che il lavoro torni ad essere il centro dell'azienda politica: il Jobs crede di poter far crescere il Paese riducendo il lavoro e qui sta il suo grande equivoco".

"C'è uno scarto troppo evidente tra le promesse e la condizione materiale delle persone -ha affermato nel comizio conclusivo il segretario generale Slc-Cgil Massimo Cestaro - I giovani sono privati di una prospettiva di futuro, non ci credono più; i pensionati stentano ad arrivare a fine mese. Renzi esca dai salotti televisivi e venga a parlare con noi: i fatti sono più duri delle chiacchiere, la disoccupazione è pesante e il Governo deve dare risposte. Non si possono snobbare le grandi fasce di rappresentanza del Paese, dalla nostra parte abbiamo la storia e la storia non è rottamabile".

Qualche disagio la manifestazione è riuscita a crearlo anche a coloro che dovevano recarsi sul lavoro, vista anche la coincidenza con la fiera di Santa Lucia che ha richiamato molta gente in centro. Problemi più contenuti quando il corteo è partito da Porta Palio, maggiori invece in via Pallone e soprattutto in via Interrato dell'Acqua Morta, dovuti al confluire della manifestazione in piazza Isolo per i comizi conclusivi. Ci ha pensato la olizia municipale a regolare il traffico, con gli agenti che non hanno aderito allo sciopero e quindi con forze in parte ridotte.

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