Federalismo fiscale e Veneto a statuto speciale, Zardini: "Provocazioni"

I sostenitori del referendum parlano di "riscrittura dei rapporti tra Stato e autonomie locali", ma al PD non piacciano alcune proposte avanzate dal presidente della Regione Luca Zaia

Una nuova forma di governo dei territori con cui riscrivere il rapporto tra lo Stato e le autonomie locali.

È questo ciò che auspica Stefano Casali, consigliere regionale di Centro Destra Veneto e coordinatore regionale di Idea, dopo il referendum sull'autonomia che in regione ha superato il quorum e ha visto la prevedibile vittoria del Sì. Una riscrittura dei rapporti tra Stato e autonomie locali che il presidente della Regione Luca Zaia ha presentato in tre punti, alcuni dei quali però sono subito apparsi discutibili.

Chiedere lo statuto speciale o di trattenere i nove decimi dei tributi è semplicemente una provocazione per farsi respingere dal governo e dal parlamento qualsiasi proposta e continuare la personale campagna elettorale ideata da Zaia per prenotare una poltrona da ministro se non, addirittura, la candidatura a premier del centrodestra.

Ha dichiarato il deputato veronese del PD Diego Zardini focalizzando l'attenzione sui dettagli che più polemici: quello sul federalismo fiscale e quello sulla modifica alla Costituzione per vedere il veneto inserito nella lista delle regioni a statuto speciale.

Zaia dimostri di essere in grado di passare dalle promesse ai fatti e intavoli una trattativa seria con lo stato per ottenere le deleghe sulle materie previste dalla Costituzione - ha concluso Zardini - Nulla di più hanno chiesto i veneti con il referendum. Qualsiasi altra fantasia rischia di allontanare l’obiettivo e di tradire il mandato dei cittadini.

Anche dal Movimento 5 Stelle mettono in guardia il presidente Zaia da eventuali battaglie personali.

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Zaia non si intesti la vittoria - ha commentato la deputata veronese 5 Stelle Francesca Businarolo - Sarebbe un affronto ai veneti e soprattutto sarebbe controproducente in parlamento, dove si deve disporre della più ampia maggioranza in questa e, probabilmente, nella prossima legislatura.

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