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Il Veneto approva il provvedimento anti-burqa: "Connotazione discriminatoria"

Dal Consiglio regionale è arrivato il SI al Progetto di legge nazionale sul divieto di indossare indumenti che rendano difficoltoso il riconoscimento del volto, ma per la Bartele si tratta "solo un’altra battaglia propagandistica della Lega"

Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato il Progetto di legge nazionale sul divieto di indossare indumenti che rendano difficoltoso il riconoscimento del volto e la proposta di modifica del Codice penale con l’introduzione del reato di “Costrizione all’occultamento del volto”. 

Il cosidetto provvedimento "anti-burqa" passa con 31 voti a favore (Lega Nord – Gruppo Zaia Presidente – Forza Italia - FdI-An Mcr - Lista Tosi – Veneto del Fare - Veneto Civico), 8 contrari (Pd, Moretti Presidente e consigliere regionale Patrizia Bartelle M5S) e 4 non partecipanti al voto (consiglieri M5S). Ora il Pdl che univa due diverse proposte di legge, una avanzata dal consigliere Sergio Berlato (FdI-An Mcr) l’altra con primo firmatario Alberto Villanova (Gruppo Zaia Presidente), verrà inviata al Parlamento nazionale.

"Connotazione discriminatoria". La consigliera regionale del Movimento Cinque Stelle Patrizia Bartelle interviene a margine della discussione sul divieto di indossare il burqa che ha infiammato l'aula di Palazzo Ferro-Fini.

"Siamo d’accordo - rileva l'esponente pentastellata - nel vietare che in luoghi pubblici si possa girare a volto coperto, così come vuole giustamente la legge. Ad impedire l’uso del burqa, come peraltro quello degli accessori che occultino il volto, come ad esempio caschi, ci pensa già una vecchia legge del Tulps, il Testo unico di pubblica sicurezza, che prevede per l'appunto il divieto di comparire in pubblico mascherati o, come integrato addirittura già nel lontano 1975, 'con mezzi atti a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona in luogo pubblico', come recita la normativa".

Di qui il dubbio che lancia la Bartelle: "Alla luce di tutto questo, ci chiediamo perché allora il testo portato in Consiglio regionale dalla Lega Nord faccia riferimento a specifiche religioni, leggasi Islam, dando a questa iniziativa una incostituzionale connotazione discriminatoria come rileviamo dall'articolo 3.
Ricordiamo infine che questo tipo di leggi, ovvero le leggi statali di iniziativa regionale, quelle che per capirci devono essere approvate dal Parlamento, non vengono mai recepite, come evidenzia lo zero per cento che figura alla casella 'leggi approvate'. Morale? Solo un’altra, l'ennesima battaglia propagandistica della Lega".

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